Claudio Ranieri e l’addio alla Roma tra veleni e (forse) un futuro in Nazionale

25/04/2026

Il sipario cala in modo brusco e inaspettato su uno dei capitoli più intensi e, per certi versi, contraddittori della storia recente giallorossa. Claudio Ranieri non è più il Senior advisor della Roma, e a scanso di equivoci o ricostruzioni di comodo, è stato lo stesso diretto interessato a voler mettere i puntini sulle i attraverso una nota ufficiale. Secondo quanto precisato dal tecnico attraverso l’Ansa, l’interruzione del rapporto è dipesa esclusivamente da una scelta unilaterale del club. Ranieri ha spiegato la sua mossa parlando di un dovere di trasparenza e amore verso una maglia che, per sua stessa ammissione, rappresenta da sempre una seconda pelle. «L’interruzione del rapporto di Senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società», ha dichiarato per ristabilire la verità dei fatti e salutare un popolo che lo ha sempre considerato uno di famiglia. Nonostante l’amarezza per la conclusione del percorso, non sono mancati i ringraziamenti per la famiglia Friedkin, per i dipendenti e per la tifoseria, chiusi con un sentito forza Roma sempre che testimonia un legame destinato a restare intatto nonostante gli scossoni dirigenziali.

Eppure, dietro la facciata dei saluti istituzionali e dell’affetto reciproco, emerge chiaramente una frattura che si è consumata nel tempo, alimentata da visioni divergenti con la guida tecnica e con i vertici societari. Il rapporto tra Ranieri e Gian Piero Gasperini, che inizialmente sembrava basato su una stima pragmatica finalizzata alla rinascita della squadra, è andato via via deteriorandosi. Erano stati proprio i commenti di Ranieri all’epoca dell’ingaggio del tecnico a suonare quasi profetici, seppur in negativo: «Anche a me Gasperini stava antipatico, ma sarà l’allenatore giusto per provare a far tornare grande la Roma». Parole sincere, tipiche del personaggio, che però nascondevano le prime crepe di una convivenza difficile. Ranieri aveva puntato su Gasperini per valorizzare i giovani talenti presenti in rosa, mentre l’allenatore chiedeva con insistenza profili già pronti per puntare alla qualificazione in Champions League, scontrandosi con i paletti del fair play finanziario che il Senior advisor ricordava puntualmente. «Al limite ci sarà da vendere qualcuno… non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla Uefa», aveva avvertito Ranieri lo scorso settembre, cercando di frenare le ambizioni di mercato del mister e richiamando tutti alla realtà economica del club.

La situazione è precipitata definitivamente a ridosso della sfida contro il Pisa, quando le frecciate in conferenza stampa sono diventate attacchi diretti e personali. Gasperini aveva lamentato l’eccessivo numero di giocatori in rosa, sottolineando come molti di quelli arrivati non fossero funzionali al suo gioco. La replica di Ranieri non si era fatta attendere, visibilmente irritato per essere stato chiamato in causa come responsabile delle operazioni estive: «Abbiamo scelto insieme i giocatori, non ce n’è uno che lui non abbia approvato e che non sapesse che sarebbe venuto. Non sono qui a fare il garante di nessuno». Queste esternazioni, unite alla rivelazione che Gasperini non era stata la prima scelta estiva ma una soluzione arrivata dopo il rifiuto di altri profili, hanno infastidito profondamente la proprietà americana. I Friedkin hanno interpretato le parole di Ranieri come un’invasione di campo rispetto al suo mandato da consulente, vedendo nel suo atteggiamento un ostacolo alla serenità dell’allenatore.

Dal canto suo, l’AS Roma ha ufficializzato l’addio con un comunicato che guarda già oltre, ringraziando Claudio per il contributo dato in un momento difficile ma ribadendo la piena fiducia nel percorso intrapreso da Gasperini. La nota del club sottolinea come la direzione futura sia chiara e solida, mettendo la società davanti a ogni singola personalità. Gasperini ha cercato di chiudere la questione in conferenza stampa, professandosi estraneo alle dinamiche politiche del centro sportivo: «Il comunicato evidenzia due cose: la fiducia che non mi è mai mancata dalla società sin dal primo giorno e che la Roma è davanti a tutto». Il tecnico ha poi aggiunto di voler solo pensare al calcio, invitando i media a fare lo stesso e dichiarando di essere stato tirato in mezzo a una situazione di cui non vuole più sapere nulla.

Mentre la Roma prova a ritrovare stabilità sotto la sola guida del tecnico di Grugliasco, per Claudio Ranieri si potrebbero riaprire le porte di Coverciano. Se nell’estate del 2025 aveva preferito declinare la panchina azzurra per fedeltà ai colori giallorossi e per non subentrare a Spalletti in un momento di estrema crisi, oggi lo scenario è profondamente mutato. Con la Nazionale eliminata e in attesa di un nuovo inizio, il profilo di Ranieri come direttore tecnico o supervisore del progetto azzurro sembra l’idea perfetta per avviare una ricostruzione d’identità. A 74 anni, l’ex dirigente romanista considera conclusa la sua carriera in panchina, ma il ruolo di saggio supervisore potrebbe stuzzicare la sua voglia di rimettersi in gioco, portando la sua esperienza internazionale al servizio della Figc. La sua lealtà e la sua chiarezza, le stesse che hanno portato alla rottura con la Roma, potrebbero essere proprio le doti di cui ha bisogno il calcio italiano per ripartire dopo l’ennesimo fallimento.

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