
Roma in allerta per la marcia No Kings di sabato 28
La Capitale si prepara a vivere un sabato di altissima tensione sul fronte dell’ordine pubblico. Una manifestazione imponente, promossa dal movimento No Kings, vedrà sfilare per le vie del centro circa 15mila partecipanti, secondo i preavvisi ufficiali, ma le autorità temono che il numero possa crescere sensibilmente. L’appuntamento, nato per protestare contro l’autoritarismo, il riarmo e la guerra, ha raccolto l’adesione di diverse sigle sindacali, ma a preoccupare il Viminale e la Questura è la possibile partecipazione di frange estremiste e gruppi dell’antagonismo radicale. In particolare, l’attenzione degli investigatori è rivolta ai militanti del centro sociale Askatasuna di Torino, sgomberato lo scorso dicembre, la cui “chiamata” alla mobilitazione sta rimbalzando con insistenza sui canali social.
I promotori della marcia cercano di mantenere il focus sulle motivazioni politiche della protesta, prendendo le distanze da qualsiasi deriva violenta. Luca Blasi, portavoce di No Kings Italia e figura di spicco di Alleanza Verdi e Sinistra, ha descritto l’evento come «una grande marcia popolare», aggiungendo: «saremo centinaia di migliaia e non riusciamo nemmeno a contare i treni e i pullman che sono pronti a raggiungere la Capitale». L’obiettivo dichiarato è quello di lanciare un segnale forte contro le politiche governative e internazionali, utilizzando un claim che non nasconde l’intenzione di creare forti disagi alla viabilità cittadina: «bloccheremo tutto». Tuttavia, al di là dei proclami pacifisti della vigilia, le incognite restano numerose e inquietanti.
Il grado di allerta è stato ulteriormente innalzato dopo i tragici fatti del Parco degli Acquedotti, dove Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone sono deceduti a causa dell’esplosione di un ordigno che stavano assemblando. Gli apparati di sicurezza temono che la manifestazione di sabato possa fungere da catalizzatore per la galassia anarco-insurrezionalista, che ha già in programma una propria assemblea commemorativa per la giornata di domenica. Esiste il rischio concreto che frange estremiste possano decidere di unirsi al corteo del sabato per cercare lo scontro con le forze dell’ordine, sfruttando anche il malumore dei centri sociali romani attualmente sotto minaccia di sgombero.
Per fronteggiare queste variabili, questa mattina si è riunito in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. I vertici delle forze di polizia hanno analizzato ogni dettaglio della “mappa dei rischi”, mentre domani pomeriggio si terrà il Tavolo tecnico in Questura per definire il piano operativo di sicurezza. La strategia prevede controlli serrati non solo a Roma, nei principali punti di arrivo e scambio come le stazioni ferroviarie e i caselli autostradali, ma anche “a monte”, monitorando le partenze dei manifestanti dalle altre città italiane. L’obiettivo è intercettare eventuali soggetti pericolosi o materiali proibiti prima che possano raggiungere il cuore del corteo.
Il percorso della manifestazione, concordato tra organizzatori e autorità, prenderà il via alle ore 14:00 di sabato da piazza della Repubblica. Il serpentone umano attraverserà viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore e via Merulana, per concludersi infine a San Giovanni. Sarà un pomeriggio di passione per la mobilità romana, con deviazioni dei mezzi pubblici e chiusure stradali che interesseranno gran parte del centro storico, mentre migliaia di agenti in assetto antisommossa vigileranno affinché la protesta non degeneri in guerriglia urbana.