
Roma, il degrado del suk di merce rubata in viale della Primavera
Nel cuore del quartiere Prenestino, tra viale della Primavera e piazzale delle Gardenie, si consuma ogni giorno una battaglia silenziosa, ma estenuante, contro il degrado e l’illegalità. Il protagonista di questa resistenza quotidiana è Antonio Rosato, 71enne presidente del mercato rionale “Insieme”, che da 8 anni assiste impotente a un copione che sembra non conoscere variazioni. La dinamica è quella di un vero e proprio assedio: all’alba, i venditori abusivi si radunano per scambiare merce di dubbia provenienza, pronti a nascondere tutto nei carrelli della spesa non appena compare una divisa, per poi riprendersi il marciapiede non appena la sorveglianza si allenta. “All’alba si radunano a piazzale delle Gardenie dove vendono anche oggetti rubati, preziosi, come anche orologi. Quando arrivano i carabinieri nascondono tutto nei carrelli della spesa e aspettano che alle 12 la pattuglia dei vigili urbani lasci l’entrata del mercato. Inizia quindi l’assedio sul marciapiede di viale della Primavera, stendono lenzuoli a terra e provano a vendere oggetti presi dai cassonetti o chissà da dove…”, racconta Rosato al Messaggero con un misto di stanchezza e determinazione.
La vita di Antonio è quella di un lavoratore instancabile che, insieme alla moglie, inizia la giornata alle 3.50 del mattino partendo da Fondi per raggiungere il suo banco. Figlio d’arte nel settore agroalimentare, ha trasformato la sua passione in un impegno che va ben oltre la vendita di frutta e verdura, arrivando a ricoprire quasi il ruolo di operatore ecologico volontario per garantire il decoro dell’area. “Quando vanno via sono costretto a ripulire il lerciume che lasciano, riempio una decina di cassoni con il loro ciarpame: non posso lasciare in quelle condizioni l’entrata del nostro mercato. Tra l’altro il mercatino abusivo crea molti disagi anche ai clienti che devono fare lo slalom tra i rifiuti”, spiega, sottolineando come questa situazione scoraggi chiunque voglia fare la spesa in tranquillità, alimentando il timore costante di subire borseggi tra la folla disordinata.
A sostenere le ragioni dei commercianti c’è Alessandro Moriconi del comitato di quartiere Villa Gordiani, che da anni documenta con foto e video quello che definisce uno scempio senza fine. La soluzione, secondo i residenti e gli operatori, non può che passare per un presidio fisso delle forze dell’ordine o per un’ordinanza specifica che vieti lo stazionamento sulle scale d’accesso della struttura. La gravità della situazione è testimoniata anche da episodi di cronaca diretta vissuti da Rosato, che dopo un blitz delle autorità si è trovato faccia a faccia con la violenza verbale degli abusivi nel tentativo di bonificare l’area. “Dopo un blitz delle forze dell’ordine e il fuggi fuggi generale, ho iniziato a raccogliere il ciarpame: mentre mi stavo dirigendo dentro il mercato, un gruppo di nomadi mi ha inseguito perché evidentemente nella corsa avevano abbandonato qualche oggetto. Mi hanno anche minacciato”, confessa il presidente, evidenziando la pericolosità di un contesto dove l’illegalità si sente ormai padrona di casa.
In un’epoca in cui si parla costantemente di rilancio dei mercati rionali e di decoro urbano, il caso di viale della Primavera appare come un paradosso a cielo aperto. Da una parte la dedizione di chi lavora onestamente, svegliandosi prima dell’alba e pulendo persino i rifiuti altrui, dall’altra l’immobilismo delle istituzioni che non riescono a debellare un fenomeno radicato da quasi un decennio. La sfida lanciata da Antonio Rosato non è solo per la sopravvivenza del suo banco, ma per il diritto di un intero quartiere a vivere e commerciare in sicurezza, senza dover sottostare alle leggi di un suk abusivo che si rigenera ogni giorno sulle ceneri della legalità.