
Roma, c’è solo Malen. L’attacco è falcidiato dagli infortuni
Si avvicina l’impegno della Roma contro la Cremonese e Gasperini si trova a dove fare i conti con una vera falcidia nel reparto offensivo. Per fortuna almeno c’è Malen. Chi ha la mente fresca ricorderà certamente che nella sfida d’andata contro i grigiorossi il peso dell’attacco era stato affidato a Baldanzi, un trequartista di talento ma certamente adattato al ruolo di riferimento centrale. Ora, lo scenario che si prospetta per la sfida di ritorno all’Olimpico è radicalmente diverso grazie alla presenza proprio di Malen. L’attaccante olandese ha impattato sul mondo Roma con una forza d’urto impressionante, mettendo a referto 5 reti in altrettante partite e trasformando la manovra offensiva. Non si tratta solo di gol, ma di una presenza costante nell’area avversaria che lo ha portato in breve tempo a diventare il calciatore che calcia più volte verso la porta in tutta la Serie A, con una media superiore ai 5 tiri a partita. Se a Cremona la Roma si era dovuta inventare una soluzione d’emergenza, oggi dispone di uno specialista che ha dimostrato di rendere al meglio proprio come centravanti puro, piuttosto che defilato sulla fascia.
Tuttavia, se il fronte della prima punta appare finalmente solido, tutto ciò che ruota attorno a Malen è avvolto da una fitta nebbia di incertezze fisiche che tormentano i piani di Gasperini. La lista dei calciatori non al meglio è lunga e preoccupante, concentrata quasi interamente nel reparto avanzato. Paulo Dybala continua la sua personale battaglia contro un’infiammazione al ginocchio sinistro che non accenna a diminuire, nonostante l’argentino abbia cercato di smentire con forza le voci riguardanti un possibile intervento chirurgico in artroscopia. Accanto a lui, Soulé combatte con una pubalgia che richiede monitoraggi costanti per gestire il dolore, mentre El Shaarawy sta convivendo con una fastidiosa infiammazione al tendine d’Achille che ne limita l’esplosività. A completare questo quadro clinico complesso ci sono Ferguson, ancora alle prese con una caviglia instabile che lo tiene lontano dal gruppo da circa un mese, e il lungodegente Dovbyk.
Proprio l’attaccante ucraino ha voluto aggiornare i tifosi tramite i propri canali social, postando una foto in piscina corredata dalla frase «un mese è andato». Considerando che l’operazione risale alla metà di gennaio e che il suo rientro non è previsto prima della fine di aprile, Gasperini si trova a dover gestire una rotazione ridotta all’osso. Le uniche certezze al momento restano Pellegrini e Zaragoza, oltre all’apporto dei giovanissimi Vaz e Venturino, ma la preoccupazione del tecnico non riguarda solo la sfida contro la Cremonese. Il calendario di marzo si preannuncia infatti infuocato, con la Juventus all’orizzonte e la prospettiva di essere l’unica squadra italiana ancora impegnata nelle coppe europee tra quelle in lotta per un posto in Champions League. Questo scenario trasforma quello che oggi è un vantaggio, ovvero giocare una volta a settimana, in un potenziale handicap futuro se la rosa non dovesse recuperare i suoi pezzi pregiati.
La situazione attuale spinge inevitabilmente a riflessioni che vanno oltre il rettangolo verde e approdano alle strategie di mercato. Gasperini ha espresso chiaramente il desiderio di avere sei attaccanti di pari livello e intercambiabili per poter competere su più fronti, ma la realtà dei fatti parla di una coperta estremamente corta. Tra investimenti da preservare e rebus legati ai rinnovi contrattuali, come nel caso di Dybala, la sensazione è che la squadra manchi di un profilo alla Lookman sulla corsia mancina e di alternative solide sulle fasce. La road map dei rientri è tracciata: Paulo proverà a strappare una convocazione simbolica per domenica per poi puntare alla Juve, Soulé sarà gestito come arma a partita in corso, mentre gli altri resteranno ai box. In questo momento decisivo della stagione, la Roma si affida alla vena realizzativa di Malen, sperando che il suo upgrade sia sufficiente a coprire le tante crepe di un’infermeria mai così affollata.