
Roma capitale della moda con il Festival “Forma” alla Nuvola
La città di Roma torna a risplendere come una monumentale passerella internazionale, confermando un fermento creativo che unisce le grandi maison storiche alle nuove promesse del design. Il calendario della capitale si arricchisce di appuntamenti prestigiosi, tra i quali spicca la scelta di Fendi di presentare proprio nell’Urbe la sua prima sfilata Couture autunno inverno 2026/27 firmata da Maria Grazia Chiuri il prossimo 9 luglio. Non si tratta però soltanto di celebrare i nomi già affermati del panorama mondiale, ma di dedicare una profonda attenzione ai giovani creativi e alla loro formazione. Questo impegno si traduce in percorsi di dedizione che permettono ai ragazzi di mostrare le proprie intuizioni stilistiche e la manualità artigianale che rappresenta il futuro del settore. Proprio in queste ore prende il via presso La Nuvola all’Eur la seconda edizione di Forma, un festival interamente dedicato alla formazione che mira a valorizzare i talenti di domani. Dopo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 25mila giovani, il palco ospita nuovamente i grandi protagonisti del sistema moda impegnati a confrontarsi sul tema dell’identità contemporanea. L’abito viene analizzato come un linguaggio identitario e uno strumento di appartenenza, offrendo agli studenti opportunità concrete di crescita. In merito al successo dell’iniziativa, l’assessore capitolino Alessandro Onorato ha dichiarato: «siamo felici che sia diventata una normalità unire le principali accademie di Roma e del Lazio in un progetto comune per promuovere la moda e la formazione: settori in crescita, con le accademie che stanno avendo numeri record con oltre 2500 iscritti».
Il programma della manifestazione vede alternarsi figure di spicco come Olivier Theyskens, Lorenzo Serafini e David Koma, oltre alla partecipazione di Maria Grazia Chiuri che approfondisce il ruolo delle subculture nella costruzione dell’immagine odierna. Questa visione si inserisce in una storia gloriosa che Roma ricorda con orgoglio, legata a firme leggendarie che scelsero la città come casa elettiva per il proprio stile. Da Emilio Schuberth alle Sorelle Fontana, da Fernanda Gattinoni fino a Valentino, l’Urbe è stata per decenni il cuore pulsante di una vocazione sartoriale senza eguali. Oltre all’aspetto culturale, la moda rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia regionale con quasi ventimila imprese nel Lazio, di cui la grande maggioranza concentrate proprio a Roma, capaci di generare un export che supera il miliardo di euro. Per celebrare questo tessuto produttivo, dal 12 al 17 maggio si terrà la terza edizione di Rome Fashion Path, un evento diffuso che coinvolgerà centinaia di atelier, sartorie e scuole in una mappatura completa della creatività urbana. L’ideatore Massimiliano Padovan Di Benedetto ha sottolineato l’ampiezza del progetto spiegando che «non si tratta solo di fare eventi ma di censire le realtà capitoline, sono 350 quelle che partecipano quest’anno. E stiamo lavorando al progetto Rome Fashion Guide, vera e propria mappatura della creatività fashion nell’Urbe».
L’attenzione resta altissima per gli under 30, tra designer e maker che popolano quartieri come il Quadraro, la Garbatella e Centocelle, portando avanti sogni nati spesso in altre regioni e approdati a Roma per trovare compimento. La programmazione proseguirà poi con iniziative di forte impatto sociale come Trame d’identità in Campidoglio, dove la moda diventa strumento di inclusione e riflessione sull’empowerment femminile. Anche l’Accademia nazionale dei Sartori, istituzione storica nata nel lontano 1575, contribuirà al calendario con le finali del premio Manichino d’Oro a giugno, attirando talenti da ogni parte del mondo. In questo scenario dinamico, ogni percorso creativo sembra convergere verso il centro della capitale, dimostrando che tutte le passerelle portano davvero a Roma.