
Paziente muore per una liposuzione, indagato il medico Lizarraga Picciotti

Una donna di 47 anni, originaria dell’Ecuador, è morta al pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dopo un malore accusato durante un intervento di liposuzione in uno studio medico abusivo situato in zona Torrevecchia, nel quartiere Primavalle. Il centro estetico non era in possesso delle necessarie autorizzazioni. Quando la paziente ha cominciato a sentirsi male, secondo quanto riferito dagli investigatori, il personale — composto da un chirurgo, un anestesista e un’infermiera — ha tentato di rianimarla autonomamente, senza avvisare immediatamente i soccorsi.
Solo dopo alcune ore è stata chiamata un’ambulanza privata, evitando volutamente il 118. La donna, identificata come Ana Sergia Alcivar Chenche, è giunta all’ospedale già in arresto cardiocircolatorio e intubata. È stata sottoposta a massaggio cardiaco anche durante il trasporto, ma ogni tentativo di rianimazione è stato vano. I medici hanno diagnosticato un quadro clinico gravissimo: “Ipotensione marcata, perdita di coscienza e stato di shock riconducibile a cause multiple”, si legge nel primo bollettino ospedaliero.
A essere finito sotto i riflettori è Jose Lizarraga Picciotti, 65 anni, medico peruviano già noto alle cronache giudiziarie. Con un profilo Instagram da oltre 7.000 follower, si era costruito un’immagine pubblica di successo e affidabilità, alternando contenuti glamour — cene di lusso, auto eleganti, frasi motivazionali — alla promozione di trattamenti estetici a prezzi stracciati. “Tutta la chirurgia estetica del Sudamerica a Roma” era uno degli slogan principali sui suoi canali, rivolto alla vasta comunità sudamericana residente nella capitale.
Lizarraga univa la chirurgia alla gastronomia etnica, presentandosi anche come “il maestro del pollo alla brace” e annunciando l’apertura di un ristorante peruviano sulla via Prenestina. Una figura ambigua, divisa tra estetica e ristorazione, che ha fatto della sua esposizione social un’arma potente per attrarre clienti.
Dietro il fascino mediatico, emergono precedenti giudiziari gravi. Il nome di Lizarraga risulta associato a denunce per lesioni e procedimenti penali per responsabilità medica. Più casi, in passato, hanno già portato all’apertura di indagini per interventi mal riusciti. La tragica morte di Ana Sergia Alcivar Chenche potrebbe ora aggravare la sua posizione.
“Ci sono elementi che lasciano ipotizzare la piena consapevolezza dell’illegalità dell’intervento da parte del personale presente”, affermano fonti investigative. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e sta verificando la posizione di tutti i presenti nello studio. Anche il ruolo dell’ambulanza privata, arrivata prima del 118, è oggetto di indagine.