
Ostia, arrestato marocchino 28enne: è lui il rapinatore degli hotel
La caccia all’uomo che nell’ultima settimana ha seminato il panico nelle hall degli alberghi della capitale si è conclusa nelle prime ore di ieri mattina sul litorale romano. I carabinieri della stazione Quirinale hanno rintracciato e tratto in arresto O. E. G., un 28enne di origini marocchine, che era diventato il terrore dei receptionist del centro storico. Il malvivente aveva scelto come suo rifugio un hotel di Ostia, convinto forse di poter svanire nel nulla lontano dai luoghi dei suoi assalti, ma l’azione coordinata delle forze dell’ordine ha permesso di stringere il cerchio intorno alla sua base operativa. Durante la perquisizione effettuata nella camera dove alloggiava da alcune settimane, i militari hanno rinvenuto elementi inequivocabili: la pistola utilizzata per le rapine, rivelatasi poi un’accurata riproduzione priva di tappo rosso, una parte della refurtiva in contanti e gli indumenti corrispondenti a quelli ripresi dalle telecamere di sicurezza durante i colpi.
La scia di rapine attribuite al giovane è impressionante per frequenza e determinazione. Solo giovedì scorso era scattato l’ultimo allarme in una lussuosa struttura di via Venezia, mentre nelle 48 ore precedenti il rapinatore era riuscito a colpire per ben due volte nello stesso giorno, muovendosi con agilità tra il quartiere Prati e la zona di via Nazionale. Il modus operandi era diventato un marchio di fabbrica facilmente identificabile dagli investigatori: il bandito faceva irruzione con il volto travisato da un passamontagna nero e, agitando l’arma per terrorizzare il personale, intimava la consegna immediata dell’incasso utilizzando espressioni in lingua inglese come «Give me cash. Cash!», ovvero «Dammi i soldi. I soldi!». Una volta ottenuto il denaro, si dileguava rapidamente tra i vicoli della città, facendo perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle pattuglie.
L’indagine che ha portato alla sua cattura è stata il risultato di una complessa attività di intelligence condotta dai carabinieri insieme agli uomini della Squadra mobile e del commissariato Viminale. Fondamentale si è rivelata l’analisi dei tabulati telefonici e delle celle agganciate da un cellulare che l’uomo utilizzava per i propri spostamenti, ritenendolo erroneamente sicuro. Questo errore ha permesso agli inquirenti di mappare i movimenti del sospettato, creando una linea diretta tra i luoghi dei reati nel centro di Roma e la sua permanenza a Ostia. Parallelamente, il confronto meticoloso dei frame registrati dai sistemi di videosorveglianza ha permesso di dare un nome e un volto al rapinatore, già noto alle cronache giudiziarie per precedenti arresti legati a reati contro il patrimonio. Le testimonianze raccolte dai receptionist, che hanno fornito dettagli preziosi sulla corporatura e sull’accento dell’aggressore, hanno completato il quadro probatorio.
Nonostante l’arresto, l’attività investigativa prosegue a ritmo serrato per definire con precisione il numero totale delle rapine messe a segno. Al momento, gli inquirenti attribuiscono con certezza al marocchino 8 colpi a mano armata, ma il sospetto è che la lista possa essere molto più lunga. Oltre agli hotel di via Venezia e Prati, il malvivente avrebbe colpito ripetutamente nelle vicinanze di via Nazionale, arrivando persino a rapinare un albergo sul litorale, non lontano dalla struttura dove si nascondeva. Dopo le formalità di rito presso la stazione Quirinale, l’uomo è stato preso in consegna dalla polizia di Stato.
M.M.