
Notte folle in viale Ippocrate: rissa tra 20 giovani e una ragazza in coma etilico
Le strade di Roma, specialmente quelle che circondano il cuore pulsante della zona universitaria vicino a Piazza Bologna, sembrano aver smarrito la propria vocazione residenziale per trasformarsi in un’arena senza regole dove il fine settimana diventa sinonimo di caos. Non c’è pace per i residenti di viale Ippocrate, ormai da tempo rassegnati a convivere con i sintomi più degradanti della cosiddetta malvamovida, tra schiamazzi che lacerano il silenzio notturno e la vendita di alcolici che prosegue ben oltre i limiti consentiti. L’ultimo sabato sera ha rappresentato l’ennesimo capitolo di una cronaca che si ripete con stancante puntualità, lasciando sul campo i segni di una violenza urbana che coinvolge giovani e giovanissimi, spesso incapaci di gestire i propri eccessi.
L’orologio aveva da poco segnato la mezzanotte quando, per motivi che restano ancora al vaglio degli inquirenti, la tensione è esplosa tra i clienti dei locali della via. In pochi istanti, quella che sembrava una normale serata di svago è degenerata in una rissa furibonda che ha coinvolto circa 20 persone. La strada si è trasformata in un ring improvvisato sotto gli occhi sbalorditi dei passanti e dei residenti affacciati alle finestre, testimoni impotenti di una sequenza fatta di spintoni, urla, cazzotti e l’inquietante rumore delle bottiglie di vetro lanciate nell’oscurità. In questo scenario di ordinaria follia, il ruolo della tecnologia è stato centrale: mentre alcune ragazze cercavano disperatamente di calmare i propri amici, altri spettatori hanno preferito impugnare lo smartphone per immortalare la scena. Il video, caricato in tempo reale sui social, è diventato immediatamente virale, testimoniando una realtà dove l’apparenza digitale sembra contare più della sicurezza fisica. Nonostante le numerose chiamate al 112, all’arrivo delle volanti della polizia i partecipanti alla rissa erano già svaniti nel nulla, dileguandosi tra i vicoli del quartiere e lasciando dietro di sé solo i vetri infranti e l’esasperazione di chi in quelle case ci vive.
La stanchezza degli abitanti è palpabile e si traduce in un coro unanime di proteste che chiedono interventi strutturali e non solo emergenziali. Tra le voci che si levano dal quartiere, il sentimento comune è riassumibile in un amaro sfogo: «Non se ne può più». I residenti chiedono a gran voce un potenziamento delle pattuglie, non solo per prevenire gli scontri fisici, ma per arginare lo spettacolo degradante di giovani letteralmente «ridotti in condizioni pietose per colpa dell’alcool». Le forze dell’ordine, che pure presidiano l’area con costanza, si trovano spesso a gestire situazioni che sfiorano la tragedia medica, come accaduto proprio durante l’ultimo intervento dei carabinieri.
Poco dopo il termine della rissa, una pattuglia ha infatti individuato una ragazza distesa a terra, priva di sensi e circondata da un gruppo di amiche nel panico. La giovane si trovava in uno stato di incoscienza tale da far temere un imminente coma etilico. Una volta parzialmente ripresi i sensi, la ragazza ha fornito una versione dei fatti che aggiunge ulteriori ombre alla serata, dichiarando ai militari in stato confusionale di essere stata «aggredita». Non è ancora chiaro se il presunto attacco sia avvenuto nel contesto della rissa principale o se si tratti di un episodio isolato di violenza mirata. La giovane è stata trasportata d’urgenza al Policlinico per tutti gli accertamenti necessari, ma il suo profilo ha riservato un’ultima sorpresa agli investigatori: la ragazza era già nota alle autorità per precedenti denunce legate all’aggressione di altre coetanee.
M.M.