
Minacce e tentate estorsioni ai negozianti, in manette Domenico Spada
La fine delle intimidazioni e delle richieste estorsive nel quadrante orientale di Roma è arrivata grazie al coraggio dei commercianti che hanno deciso di non piegarsi alla criminalità. Gli agenti del commissariato Casilino e della Squadra mobile hanno tratto in arresto il 31enne Domenico Spada, soggetto legato alla nota famiglia di origine sinti, con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il giovane criminale sfruttava il proprio cognome e la presunta appartenenza a contesti malavitosi per terrorizzare i piccoli imprenditori e riscuotere il pizzo, presentandosi spesso con l’espressione «Sono Domenico lo Zingaro. Qui potete lavorare perché ci siamo noi che non vi facciamo capitare niente». Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno preso le mosse dalle denunce dettagliate presentate dalle vittime, stanche di subire i soprusi.
Gli accertamenti degli investigatori hanno permesso di ricostruire tre gravi episodi avvenuti in diverse attività commerciali della zona. Il primo caso si è verificato la sera del 4 dicembre all’interno di un bar situato in via Passo di Lombardo, nel quartiere di Tor Vergata. Intorno alle 21.30, il trentunenne è entrato nel locale esigendo trenta euro dalla titolare con la scusa di dover pagare il viaggio di ritorno verso casa. Di fronte al rifiuto della donna, l’uomo ha rivolto le sue attenzioni verso il cognato della commerciante e un amico presente, intimando «Se non me li date vi gambizzo a tutti e due». Nonostante mostrasse una mano ferita e sanguinante sostenendo di aver appena aggredito un’altra persona, i gestori non hanno ceduto e hanno allertato le forze dell’ordine, provocando l’allontanamento del malvivente, il quale è comunque tornato nella notte per compiere atti intimidatori mimando il gesto di sparare verso le vetrine.
Il secondo grave episodio ha colpito un negozio di ferramenta in via di Vermicino alla fine del mese di marzo. In questa occasione Spada ha minacciato il titolare e la sua famiglia, pretendendo inizialmente 150 euro a titolo di risarcimento per una presunta offesa subita: «Se non mi date i soldi che v’ho appena chiesto torno e ve sparo a tutti. Ve do’ fuoco al locale». Il proprietario, spaventato, ha consegnato il denaro, ma nei giorni successivi il trentunenne è tornato per appropriarsi di alcune bombole di gas e per richiedere ulteriori somme minacciando l’anziano titolare con una spatola da muratore: «Te spappolo, pure che sei vecchio, giuro su mio padre che te faccio morì qui dentro al negozio tuo». L’ultimo tentativo estorsivo si è consumato in una sala scommesse di Torrenova, dove l’indagato ha preteso 1700 euro paventando la distruzione del locale in caso di mancato pagamento. La raccolta delle testimonianze e l’analisi dei filmati di videosorveglianza hanno permesso alla polizia di notificare il nuovo provvedimento restrittivo a Spada, già detenuto nel carcere di Velletri per una rapina precedente.
M.M.