
Lite passionale finisce un tragedia, un morto. Tre nordafricani arrestati
Una lite sfociata nel sangue in zona Cornelia è costata la vita a Mohammed Hegazy Ibrahim Elsayed, accoltellato a morte. Il fatto è avvenuto domenica scorsa, 22 febbraio. Una tragedia per la quale però le indagini sono state fulminee e hanno individuato in breve tempo i volti dei responsabili. Nella notte scorsa, i carabinieri hanno rintracciato e sottoposto a fermo un cittadino egiziano di 23 anni nei pressi della stazione Tiburtina, grazie al supporto dei militari dell’Esercito impegnati nel servizio Strade Sicure. Si tratta della terza persona identificata per l’omicidio avvenuto domenica mattina nel cuore del quartiere Aurelio, dopo l’arresto immediato di un diciottenne algerino e di un ventenne egiziano. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, la causa scatenante della lite finita nel sangue sarebbe legata a motivi sentimentali: una donna contesa che avrebbe innescato la furia del gruppo contro la vittima, colpita mortalmente da una coltellata al cuore che non gli ha lasciato scampo.
Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza di piazza San Giovanni Battista de La Salle sono state fondamentali per chiudere il cerchio attorno ai responsabili. Gli occhi elettronici hanno ripreso l’intero gruppo arrivare sul luogo del delitto insieme alla vittima prima che esplodesse il confronto fisico in pieno giorno, davanti a decine di passanti terrorizzati.
L’episodio di domenica non è che l’apice di un clima di insicurezza che i residenti della zona Cornelia denunciano da mesi. Già all’inizio dell’anno, diverse inchieste avevano acceso i riflettori sulla presenza costante di gruppi di giovani, spesso definiti “maranza alla vaccinara”, che gravitano attorno a piazza San Giovanni Battista de La Salle e alla circonvallazione. Molti di questi ragazzi risiederebbero in un centro di accoglienza situato sulla via Aurelia, trasformando l’angolo tra il fast food e il supermercato in un punto di ritrovo percepito come ostile dai cittadini. Molti negozianti, esasperati dai continui episodi di microcriminalità e dalle risse, hanno scelto di anticipare la chiusura delle serrande per tutelare dipendenti e clienti. “Da mesi i residenti vivono una situazione insostenibile: ostaggi nelle proprie case, costretti a convivere quotidianamente con baby gang e soggetti violenti che seminano paura” ha spiegato Daniele Giannini, coordinatore del comitato ‘Boccea Sicura’
Nonostante i numerosi blitz delle forze dell’ordine eseguiti tra gennaio e febbraio, la situazione a Cornelia rimane esplosiva, rendendo necessaria una risposta che vada oltre la pur fondamentale risoluzione giudiziaria dell’omicidio.
M.M.