
Leone XIV ha chiuso la Porta Santa di San Pietro: cala il sipario sul Giubileo
Con il rito solenne della chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha posto ufficialmente fine al Giubileo della Speranza. La cerimonia, svoltasi nel giorno dell’Epifania, ha suggellato un anno straordinario che ha visto convergere sulla Capitale ben 33.475.369 di pellegrini provenienti da 185 Paesi. Monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e mente organizzativa dell’evento, ha tracciato un bilancio estremamente positivo, sottolineando come, al di là dei numeri imponenti, il successo risieda nella profonda partecipazione spirituale dei fedeli. Il Giubileo, iniziato il 24 dicembre 2024 sotto il pontificato di Papa Francesco, si è concluso con una preghiera di ringraziamento che invita a mantenere aperti i “tesori della grazia divina” anche dopo il termine del pellegrinaggio terreno.
L’Anno Santo appena concluso resterà impresso nella memoria collettiva per la singolare alternanza di momenti di gioia e di profonda tristezza. Monsignor Fisichella ha ricordato le canonizzazioni di Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati come istantanee di speranza, ma ha anche evidenziato la drammatica coincidenza tra il funerale di Papa Francesco e il Giubileo dei Giovani. Piazza San Pietro ha vissuto una “sinfonia di presenze“, passando dal dolore per la perdita del Pontefice all’entusiasmo per l’elezione di Leone XIV, la cui proclamazione è avvenuta proprio mentre la piazza era gremita dalle bande musicali e dalle confraternite riunite per i loro giubilei di categoria.
Nella sua omelia finale, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero ai milioni di uomini e donne che hanno varcato la soglia della Chiesa in cerca di risposte. Il Pontefice ha paragonato i pellegrini moderni ai Magi, descrivendoli come persone capaci di rischiare il proprio viaggio in un mondo travagliato e spesso respingente. “Siamo chiamati a essere una Chiesa che accoglie, consola e accompagna“, ha dichiarato il Santo Padre, esortando i fedeli a incarnare la speranza nella vita ordinaria e a sottrarre le proprie intenzioni alle “paure di Erode“, pronte a trasformarsi in aggressione e violenza.
Il Papa ha poi lanciato un severo monito contro le distorsioni della società contemporanea, dove un’economia spesso deviata tenta di trarre profitto da ogni aspetto dell’esistenza umana, inclusa la sete spirituale. Di fronte alla tragedia delle guerre e alla logica del mercato che trasforma il viaggio in affari, Leone XIV ha chiesto se questo Giubileo sia stato capace di educare i fedeli a fuggire l’efficienza che riduce l’essere umano a mero consumatore. Il messaggio conclusivo è un invito a riconoscere in ogni sconosciuto un cercatore e in ogni diverso un compagno di viaggio, affinché la porta della clemenza divina non si chiuda mai veramente nei cuori dei credenti.