
In centro a Roma a passo di lumaca: da domani limite dei 30 km/h
A partire da domani, il volto della mobilità nel cuore della Capitale subirà una trasformazione radicale con l’entrata in vigore ufficiale dei nuovi limiti di velocità. L’intera Zona a Traffico Limitato del centro storico diventerà una grande Zona 30, un provvedimento che estende il limite di 30 km/h a tutte le strade interne ai varchi, incluse quelle arterie storicamente caratterizzate da flussi di scorrimento più rapidi. L’amministrazione capitolina ha tracciato questa rotta con l’obiettivo dichiarato di innalzare drasticamente i livelli di sicurezza stradale, proteggendo in particolar modo i pedoni e i ciclisti, ovvero le categorie più esposte ai pericoli del traffico urbano. Questa decisione, maturata attraverso una delibera di giunta dello scorso novembre, mira inoltre a preservare l’integrità del patrimonio storico e a ridurre l’impatto ambientale in un’area tra le più visitate al mondo.
L’assessore alla mobilità Eugenio Patanè ha chiarito la portata del cambiamento, evidenziando come la nuova disciplina non ammetta eccezioni basate sulla conformazione delle carreggiate: «I limiti non si potranno superare nemmeno nelle strade larghe come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello, il Traforo». Si tratta di un passaggio culturale fondamentale per una città che intende allontanarsi da un modello ormai superato. Patanè ha infatti specificato che tali arterie sono il «retaggio di una città a misura di auto che ora non c’è più, visto che in Centro c’è grande domanda di pedonalità. Abbiamo il dovere di ridurre il differenziale di velocità tra soggetto forte e soggetto più fragile, così abbattiamo il rischio di mortalità».
Il piano si basa su evidenze scientifiche che correlano la velocità alla gravità degli impatti. Gli studi condotti preliminarmente hanno evidenziato come il rischio di mortalità per un pedone investito crolli drasticamente passando dai settanta chilometri orari, dove la probabilità di decesso è altissima soprattutto per gli over 60, al limite dei trenta, dove il pericolo si riduce all’uno per cento per la generalità della popolazione. Oltre alla sicurezza fisica, il Campidoglio punta a benefici tangibili sul fronte dell’inquinamento, stimando una riduzione delle emissioni nocive del diciannove per cento e un abbattimento del rumore urbano del trentotto per cento. Per rendere efficace il provvedimento, sono stati previsti anche degli aggiustamenti al perimetro della Ztl, coinvolgendo zone sensibili come via Arenula, via Barberini, via Bissolati e via dei Fori Imperiali, al fine di armonizzare i confini con i nuovi varchi in uscita. Peraltro, laddove i 30 km/h sono già stati introdotti, si è dimostrato che l’inquinamento non diminuisce affatto. Anzi, è il contrario: con il traffico più ingolfato e l’andatura a marce basse le auto consumano, e quindi emettono, di più.
Questa iniziativa non è isolata, ma si inserisce in una strategia più vasta che sta già portando i primi frutti. La contabilità delle vittime della strada a Roma ha fatto registrare una costante diminuzione, passando dai 154 decessi del 2023 ai 125 dell’anno appena trascorso. L’assessore Patanè attribuisce questi risultati agli interventi mirati sui cosiddetti punti neri della viabilità: «Il lavoro sui black point, sia carrabili che pedonali, vale una sensibile diminuzione dei morti: sono sicuro che quei dieci morti in meno rispetto al 2024 siano legati agli incroci messi in sicurezza». Il percorso verso una città più sicura proseguirà nel corso del 2026 con l’installazione di nuovi sistemi di controllo, come i quaranta dispositivi Photored per sanzionare il passaggio con il rosso negli incroci più ampi e pericolosi, oltre a nuovi autovelox sulla via Colombo e l’istituzione di ulteriori strade scolastiche per tutelare i più piccoli.