
Imprese, Cochrane (Hoover Insitution): “L’Europa ha dimenticato come si cresce. Vanno tutti in USA per diventare grandi: servono meno regole”
L’Europa fatica a sostenere la crescita economica e a trasformare le idee innovative in aziende competitive a livello internazionale. È questa l’analisi di John Cochrane, economista della Hoover Institution ed ex docente all’Università di Chicago, che in un’intervista a La Stampa riflette sulle difficoltà del sistema economico europeo, sui rischi legati al debito pubblico e sulle prospettive dell’intelligenza artificiale.
Secondo Cochrane, il continente dispone di numerose realtà imprenditoriali promettenti, ma incontra ostacoli quando queste cercano di espandersi. Come afferma l’economista, “L’Europa è piena di startup con grandi idee, ma vanno tutte nella Silicon Valley quando vogliono diventare grandi”. Gli Stati Uniti, infatti, offrono condizioni più favorevoli per attirare investimenti, reperire capitali e sviluppare le imprese su larga scala.
Per recuperare competitività, l’Unione europea dovrebbe intervenire sulla complessità normativa, riducendo gli adempimenti che frenano l’iniziativa imprenditoriale. Un quadro regolatorio più semplice potrebbe aiutare le aziende innovative a crescere senza essere costrette a trasferirsi oltreoceano per trovare opportunità adeguate.
L’intervista affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale, il cui sviluppo apre prospettive economiche considerevoli. Cochrane non considera necessariamente l’attuale espansione del settore una bolla speculativa, ma invita a valutare attentamente i rischi finanziari e le conseguenze di un possibile aumento dell’indebitamento.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda proprio la crescita dei debiti sovrani, che potrebbe mettere sotto pressione le economie se non gestita in modo sostenibile. Per l’economista : “innovazione e sviluppo devono accompagnarsi a una maggiore chiarezza sulle responsabilità finanziarie: occorre stabilire in anticipo chi sosterrà i costi degli investimenti e delle eventuali perdite”. Il rilancio europeo passa necessariamente da meno vincoli, maggiore capacità di attrarre capitali e regole trasparenti.