
Governo, caro carburante: pronto il decreto per la proroga degli sconti
Il clima a Palazzo Chigi si fa febbrile mentre l’Italia si avvia verso la pausa pasquale del 2026. I tecnici della presidenza e del ministero dell’economia stanno ultimando i dettagli del nuovo decreto accise, un provvedimento atteso per la giornata di domani in Consiglio dei ministri. Nonostante le coperture da mezzo miliardo di euro siano ancora in fase di definizione tecnica, la volontà politica è granitica: prorogare gli sconti sui carburanti per garantire un respiro ai cittadini e alle filiere produttive. La misura entrerà ufficialmente in vigore da mercoledì prossimo e resterà valida per tre settimane, coprendo di fatto tutto il mese di aprile. Questo intervento si inserisce in una strategia più ampia che mira a contenere gli effetti dell’inflazione energetica, cercando di stabilizzare i costi alla pompa che continuano a preoccupare le famiglie.
Parallelamente alla questione dei distributori, il governo ha messo a segno un importante risultato diplomatico sul fronte interno, siglando una sorta di armistizio con il mondo produttivo. Dopo lo scontro frontale seguito al taglio di oltre 700 milioni di euro destinati a Transizione 5.0, ieri è stata finalmente sancita la pace. Durante un tavolo tecnico al ministero delle imprese e del made in Italy, i ministri Urso, Foti e il viceministro Leo hanno annunciato non solo il ripristino integrale degli uno virgola tre miliardi di euro precedentemente sforbiciati, ma anche un potenziamento della dotazione complessiva. Grazie al recupero di risorse non spese, il fondo salirà a un miliardo e mezzo di euro. Questa mossa ha trasformato una potenziale crisi di nervi tra istituzioni e associazioni di categoria in un momento di ritrovata collaborazione, confermando quanto sia centrale il sostegno all’efficienza tecnologica per la competitività nazionale.
Per quanto riguarda la struttura del decreto carburanti, lo sconto ricalcherà i 25 centesimi già visti in precedenza per benzina e diesel, con un ribasso di 12 centesimi per il gpl. Una novità significativa riguarda la rete autostradale, dove alla riduzione base si sommerà un’ulteriore sforbiciata di 5 centesimi, frutto di una intensa attività di mediazione tra il ministero dei trasporti e i concessionari. Sul fronte agricolo, il ministro Lollobrigida ha confermato l’arrivo di un credito d’imposta specifico sul gasolio, ricalcando il modello già adottato con successo per il settore della pesca. Le coperture per queste operazioni arriveranno in parte dal meccanismo dell’accisa mobile, utilizzando l’extragettito Iva generato a marzo, stimato intorno ai 250 milioni di euro, mentre il resto della somma sarà reperito attraverso misure interne definite indolori dai tecnici del Mef.
La marcia indietro sui tagli a Transizione 5.0 è stata accolta con grande soddisfazione dai rappresentanti delle imprese. Il ministro Adolfo Urso, intervenendo alla Camera, ha voluto sottolineare la rapidità dell’esecutivo nel mantenere gli impegni presi, dichiarando che «il nostro dicastero trasmetterà entro questa settimana il nuovo decreto interministeriale al ministero dell’Economia». Secondo i dati diffusi dal Mimit, la misura ha già coinvolto circa 20mila aziende, di cui la stragrande maggioranza sono piccole e medie realtà industriali. Anche Emanuele Orsini, alla guida di Confindustria, ha voluto ringraziare pubblicamente il governo per aver difeso il comparto industriale, sottolineando come con questo ripristino di risorse si sia ricostruito un fondamentale «clima di fiducia con le istituzioni». Mentre si attendono i dettagli operativi per l’apertura dello sportello iperammortamento prevista per metà maggio, oggi l’attenzione si sposta sul rapporto curato da Marco Fortis sulle nuove sfide del made in Italy, un documento che fornirà ulteriori bussole per navigare in questo complesso scenario economico.