
Furto ai danni dello scrittore Nicola Lagioia mentre era in casa all’Esquilino
Un furto fulmineo, consumato nel giro di pochissimi istanti e con la sfrontata consapevolezza che le vittime si trovassero all’interno dell’abitazione, seppur in un altro ambiente. È questa la disavventura che ha colpito lo scrittore Nicola Lagioia nel corso del pomeriggio di sabato, all’interno del suo appartamento situato nel rione Esquilino a Roma. In quel momento l’autore, già vincitore del Premio Strega nel 2015 con il romanzo La ferocia, si trovava in cucina in compagnia della sorella Francesca, docente presso l’Università di Bologna e in visita nella capitale. I malviventi sono riusciti a introdursi nell’immobile senza farsi avvertire, portando via il portafogli del padrone di casa e alcuni effetti personali, tra cui una collana, per poi dileguarsi rapidamente, probabilmente dopo aver intuito che la casa non fosse affatto deserta. Prima di fuggire, i ladri sono riusciti a sottrarre anche il computer portatile della sorella dello scrittore.
Se dal punto di vista prettamente economico il valore del bottino si aggira intorno ad alcune centinaia di euro, il danno effettivo si è rivelato enorme sotto il profilo personale e professionale. Tra i documenti custoditi nel portafogli appena rubato figuravano infatti il passaporto e l’Esta, ovvero l’autorizzazione elettronica indispensabile per l’ingresso negli Stati Uniti senza visto. Questo imprevisto ha causato la cancellazione immediata di un rilevante impegno accademico oltreoceano: Lagioia era infatti atteso a New York, presso l’Istituto italiano di cultura, per coordinare un importante incontro incentrato sulla figura della celebre scrittrice statunitense Marilynne Robinson, insignita del Premio Pulitzer nel 2005.
A causa della tempistica dell’accaduto, che si è verificato proprio alla vigilia del volo, lo scrittore si è visto costretto ad annullare la partenza e ha deciso di affidare ai canali social la spiegazione di quanto accaduto per informare il pubblico e gli organizzatori della sua assenza. L’autore ha manifestato profondo rammarico per la sfortunata concatenazione di eventi: «Ho pubblicato quello che è successo sui social per spiegare a tutte le persone che mi attendevano a New York il motivo per il quale non sono più potuto partire, altrimenti non avrei mai reso noto il fatto di aver subito un furto. In questo momento sarei dovuto essere sull’aereo. Ci tenevo molto all’incontro, resta una grande amarezza».
Il resoconto dettagliato della vicenda, condiviso sulla sua pagina Facebook, evidenzia il paradosso di una settimana interamente spesa nel tentativo di superare altri ostacoli burocratici, risolti soltanto poche ore prima del furto. Lo scrittore ha infatti ricordato le peripezie vissute nei giorni precedenti alla partenza: «Nel corso della settimana ho prima perso il passaporto, sono riuscito a farmelo rinnovare con procedura durgenza, a rifare l’esta giusto ieri all’ultimo momento. Credo si possa immaginare il sollievo. Poi, ieri sera, sono stato derubato mentre ero in casa con mia sorella. A lei hanno rubato il computer, a me il portafogli e qualche effetto personale. Ci siamo accorti del furto una mezz’ora dopo. Mi dispiace per tutti coloro che sarebbero venuti ad ascoltare. Sono attonito per la doppia coincidenza. In qualche modo sento di dovermi scusare e al tempo stesso ringrazio il direttore dell’iic Claudio Pagliara, Valentina Alferj, Malina Mannarino dell’iic per la comprensione e il calore umano dimistratomi mentre le spiegavo a distanza la situazione, Lorenza Ventrone per l’assistenza in questi giorni. Dovrei dare la colpa ai ritmi insani che spesso travolgono le nostre vite, ma se c’è qualcosa che sono riuscito a faire negli ultimi anni è stato proprio ridurre l’eccesso di impegni per dedicarmi a ciò a cui tengo davvero. Quindi forse la risposta è che queste cose semplicemente succedono. Io e mia sorella stiamo tornando con la memoria a certi rituali capursesi contro la sfortuna. Mi dispiace, un abbraccio». Dopo aver formalizzato le comunicazioni con lo staff dell’istituto culturale di New York, l’autore si è recato presso la compagnia dei carabinieri di Piazza Dante per sporgere regolare denuncia per l’intrusione e il furto subiti.
M.M.