
Derubato il consigliere del premier indiano Modi: denunciato un gambiano 32enne
Un banale episodio di microcriminalità nel cuore di Roma ha rischiato di trasformarsi in un delicato caso internazionale, sventato soltanto grazie alla rapidità e all’efficacia delle forze dell’ordine capitoline. Quello che inizialmente sembrava l’ennesimo borseggio ai danni di visitatori stranieri ha preso una piega decisamente insolita quando è emersa la reale identità della vittima. Non si trattava infatti di un semplice turista, bensì di Raghvendra S., 38enne figlio di uno dei più stretti e influenti consiglieri del primo ministro indiano Narendra Modi. L’uomo era giunto nella Capitale proprio al seguito della delegazione ufficiale per l’atteso vertice bilaterale ad alto livello con la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.
Il colpo è stato messo a segno nel pomeriggio del 19 maggio, in concomitanza con l’arrivo del premier indiano e del suo entourage. Raghvendra S. e sua moglie avevano prenotato una stanza presso il Bettoja Hotel, situato nella centralissima via Cavour. Subito dopo essere scesi da un’auto con conducente, la coppia è stata agganciata da una donna, presumibilmente di origini sudamericane, che si è interposta davanti al 38enne chiedendogli con insistenza un’informazione stradale. Mentre l’uomo cercava di spiegare di non poterla aiutare e la moglie si trovava voltata di spalle, un complice è entrato rapidamente in azione. Sfruttando la portiera ancora aperta della vettura, il malvivente ha afferrato il borsone della vittima per poi dileguarsi a piedi tra i vicoli del rione Monti, mescolandosi tra la folla. Pochi istanti dopo, anche la donna si è allontanata rapidamente, lasciando la vittima consapevole di essere caduta in un tranello ben orchestrato.
All’interno del bagaglio rubato erano custoditi due computer portatili, un tablet, uno smartphone e diversi effetti personali. La notizia del furto ha comprensibilmente gettato nel caos le delegazioni diplomatiche e gli apparati di sicurezza di entrambi i Paesi, provocando un forte imbarazzo istituzionale. Il rischio di un grave danno d’immagine per l’Italia ha spinto gli investigatori del commissariato Viminale, guidati da Fabio Germani, ad attivare immediatamente una vera e propria corsa contro il tempo. Gli agenti hanno iniziato a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, intercettando i movimenti della coppia di ladri mentre risaliva verso la stazione Termini, area storicamente nota per i mercati clandestini della ricettazione.
Grazie a una meticolosa attività investigativa sul territorio, la svolta è arrivata in meno di 24 ore. Seguendo le tracce dei dispositivi elettronici, i poliziotti hanno fatto irruzione in un appartamento nel quartiere Pigneto. All’interno dell’abitazione è stato rintracciato un cittadino gambiano di 32 anni, successivamente denunciato per ricettazione, che custodiva l’intera attrezzatura tecnologica sottratta al cittadino indiano. La refurtiva è stata così recuperata e riconsegnata al legittimo proprietario prima della sua partenza per l’India, risolvendo felicemente la crisi.
M.M.