
Baby gang a San Lorenzo: identificato il leader, un nigeriano di 17 anni
Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di piazza Dante e della stazione di San Lorenzo hanno portato all’individuazione del presunto leader di una baby gang che alla fine di maggio aveva seminato il panico tra le strade della movida romana. Il ragazzo, un diciassettenne nato in Italia da genitori di origine nigeriana e residente nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca, è stato riconosciuto grazie alle immagini e ai filmati rintracciati sui suoi profili social. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane si muoveva forte del sostegno di un folto gruppo composto da circa 30 coetanei, provenienti da altre zone periferiche della capitale come Primavalle e Cornelia, con i quali si dava appuntamento nei fine settimana a San Lorenzo per prendere di mira e intimidire i frequentatori minorenni della zona.
La notte del 30 maggio la situazione è degenerata in aperta violenza in via dei Marsi. Con il pretesto di chiedere una sigaretta, il gruppo ha avvicinato un quindicenne che è stato poi violentemente picchiato e trasportato in codice giallo al policlinico Umberto I. Poco dopo, un altro coetaneo è stato inseguito per centinaia di metri fino a via di Porta Labicana e aggredito da almeno cinque membri della banda. Gli accertamenti successivi hanno rivelato che la gang infastidiva le comitive già da qualche settimana, aumentando progressivamente il livello delle provocazioni.
La reazione delle vittime e delle loro famiglie è stata immediata e improntata alla massima collaborazione con la giustizia. Sette ragazzi in totale hanno deciso di sporgere denuncia, supportati attivamente dai genitori che hanno preferito la via della legalità a qualsiasi forma di ritorsione privata. La madre di uno dei ragazzi aggrediti ha commentato la scelta: «abbiamo spiegato a nostro figlio che l’unico modo per superare fenomeni di questo tipo è avere fiducia nelle istituzioni e comportarsi responsabilmente». La donna ha ammesso che intraprendere un percorso formale di denuncia rappresenta un passo complesso per un adolescente: «l’alternativa non poteva essere un regolamento di conti, magari dandosi appuntamento sui social, come è avvenuto in altre occasioni».
Oltre ad avviare le azioni legali, le famiglie hanno inviato diverse segnalazioni tramite posta certificata alla prefettura e alle autorità competenti, sottolineando l’importanza della solidarietà tra i giovani. I genitori hanno infatti ribadito: «abbiamo spiegato ai nostri ragazzi che i problemi si risolvono se si resta uniti. Sia in strada di fronte alle prepotenze, sia quando ci si rivolge alle autorità».
Dopo gli spiacevoli episodi di quella notte, le forze dell’ordine hanno incrementato i presidi di controllo nel quartiere durante i fine settimana, restituendo una sensazione di maggiore sicurezza ai giovani che frequentano la zona. Uno dei quindicenni feriti ha espresso la propria determinazione nel non cedere alla paura: «io e i miei amici abbiamo notato la presenza delle forze dell’ordine. Dopo quella sera non abbiamo rinunciato a frequentare San Lorenzo, perché passare una serata con gli amici è un nostro diritto». Attualmente i militari dell’Arma proseguono gli accertamenti per identificare gli altri componenti della banda rimasti ancora anonimi.
M.M.