
Terreni “perduti” nei quartieri: Roma Capitale avvia una banca dati georeferenziata per censire le aree abbandonate
Dalle aree giochi di periferia agli spazi verdi nati a seguito di vecchie trasformazioni urbanistiche, Roma è costellata di superfici finiti in un vero e proprio “limbo amministrativo”. Si tratta dei cosiddetti “terreni perduti”: lotti non formalmente acquisiti ai registri del patrimonio capitolino che, sfuggendo alle competenze ordinarie, restano privi di manutenzione costante, esposti al degrado e spesso preclusi alla fruizione dei residenti.
Per colmare questo vuoto gestionale, l’Aula Giulio Cesare ha approvato una mozione presentata dai consiglieri di Azione, impegnando l’amministrazione a realizzare una banca dati territoriale georeferenziata e una mappatura pubblica accessibile a cittadini e municipi.
1. Superare i limiti di “Atlante” con un sistema capillare
Sebbene Roma Capitale disponga già di uno strumento di mappatura denominato Atlante, il dispositivo approvato dal Consiglio comunale evidenzia come l’attuale piattaforma risulti troppo generica e priva del dettaglio necessario per censire le singole criticità di quartiere.
[IL PERCORSO PER RECUPERARE I "TERRENI PERDUTI"]
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[1. IL PROBLEMA ATTUALE] [2. LA SOLUZIONE APPROVATA]
• Aree escluse dai registri del • Nuova banca dati georeferenziata
patrimonio comunale. integrata nel SIT capitolino.
• Conflitti di competenza tra • Censimento pubblico e definizione
uffici e manutenzione saltuaria. certa degli interlocutori.
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[3. VALORIZZAZIONE CIVICA]
• Attivazione dei Patti di Collaborazione
per la gestione diretta da parte dei cittadini.
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Conflitti di competenza: Senza una registrazione chiara della titolarità, anche spazi già attrezzati risultano difficili da manutenere e gestire in modo ordinario.
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Integrazione nel SIT: La nuova banca dati punta a unificare le informazioni all’interno del Sistema Informativo Territoriale (SIT), garantendo una fotografia precisa e costantemente aggiornata delle aree abbandonate in collaborazione con i singoli Municipi.
2. L’obiettivo: restituire gli spazi ai quartieri e attivare i Patti di Collaborazione
L’approvazione dell’atto ha raccolto il plauso dei promotori, i consiglieri capitolini di Azione Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, che hanno sottolineato l’urgenza di fare chiarezza sul patrimonio pubblico:
«Per troppo tempo Roma ha convissuto con spazi inutilizzati, spesso dimenticati dalle istituzioni e sconosciuti persino alla stessa amministrazione. Riqualificare quello che non si conosce e programmare il futuro della città senza una fotografia chiara del patrimonio abbandonato è impensabile: ciò che è pubblico deve essere conosciuto, monitorato e restituito ai cittadini.»
— Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, Consiglieri capitolini di Azione
Il censimento georeferenziato rappresenta inoltre il prerequisito indispensabile per sbloccare la partecipazione attiva del territorio: una volta individuato con certezza l’interlocutore istituzionale responsabile di ciascun lotto, comitati e associazioni potranno prendere in carico e riqualificare queste aree attraverso i patti di collaborazione.