
Chirurghi introvabili – In Italia entro 5 anni ne mancheranno 1500: “Turni pesanti e mal pagati”. E’ allarme
Entro il 2030 l’Italia potrebbe trovarsi con circa 1.500 chirurghi generali in meno rispetto alle necessità del sistema sanitario. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Chirurgia (SIC), attraverso il presidente Ludovico Docimo, durante il 128° congresso nazionale in corso a Roma. La situazione è aggravata dall’età elevata dei professionisti in servizio: oltre la metà dei chirurghi ospedalieri ha più di 60 anni. A fronte di circa 2.800 pensionamenti previsti nei prossimi cinque anni, si stima l’ingresso di meno di 1.300 nuovi specialisti.
Anche i dati sulle scuole di specializzazione evidenziano difficoltà nel reclutamento. Nel 2026 sono rimasti vacanti 193 posti su 646 disponibili, nonostante un miglioramento rispetto all’anno precedente. In alcune sedi, come L’Aquila, nessun contratto è stato assegnato, mentre a Genova e Udine quasi il 90% dei posti è rimasto scoperto. Inoltre, tra i primi mille candidati al concorso nazionale, appena nove hanno scelto chirurgia generale. Il 10% degli specializzandi interrompe la formazione e un altro 10% lascia l’Italia o passa alla sanità privata.
“I numeri indicano un divario drammatico tra un calo del 20% dell’organico e un aumento del 12% della domanda di cure nei prossimi cinque anni” – ha dichiarato Docimo – “Questo si traduce nel rischio che l’accesso alle sale operatorie diventi critico per 1 intervento di chirurgia generale su 10 dei 650 mila eseguiti ogni anno, con un allungamento dei tempi di attesa e maggiori distanze da percorrere, specialmente al Sud”
Tra le cause della scarsa attrattività della professione figurano turni pesanti, retribuzioni poco competitive rispetto ad altri Paesi europei, aggiornamenti tecnologici insufficienti e un aumento del 150% delle controversie medico-legali nell’ultimo decennio.
Per invertire la tendenza, la SIC propone un programma di interventi che preveda migliori incentivi economici, maggiore disponibilità di tecnologie robotiche e una rapida approvazione delle riforme sulla responsabilità professionale e sul cosiddetto scudo penale per i medici.