
Neuroblastoma Rimosso Senza Sequelle a una Bimba di Un Anno: L’Eccellenza del Bambino Gesù e il Confronto Internazionale
Un intervento di quattro ore con chirurgia 3D, accesso posteriore personalizzato e monitoraggio neurofisiologico in tempo reale ha salvato la motilità della piccola. L’approccio multidisciplinare romano si allinea alle migliori pratiche dei centri di chirurgia pediatrica in Italia e nel mondo.
Un’operazione ad altissima complessità eseguita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha portato alla rimozione completa di un neuroblastoma in una bambina di appena un anno. Il tumore si era esteso fino al canale vertebrale, comprimendo le radici nervose che controllano il movimento della gamba.
Per evitare deficit motori permanenti, l’équipe guidata dal dott. Andrea Carai (Neurochirurgia) e dal dott. Giorgio Persano con il dott. Alessandro Crocoli (Chirurgia Oncologica) ha ripensato l’approccio tradizionale: anziché accedere dall’addome, i medici sono intervenuti dalla schiena (accesso posteriore) dopo aver pianificato l’operazione con simulazioni e ricostruzioni tridimensionali (3D).
Durante l’intervento, durato quattro ore, un sistema di monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio ha agito come un “sensore di prossimità” per proteggere i nervi. Per non interferire con i segnali elettrici, gli anestesisti hanno adottato un’anestesia totale endovenosa ad altissima precisione. La bambina è stata dimessa dopo soli sei giorni e ha iniziato la riabilitazione con esito positivo.
Il Quadro Comparativo: La Chirurgia Pediatrica Complessa in Italia e nel Mondo
L’impiego sinergico di modellazione 3D, monitoraggio neurofisiologico continuo e accessi chirurgici “non convenzionali” colloca la procedura del Bambino Gesù all’interno di una rete ristretta di centri d’eccellenza internazionali.
APPROCCI A CHIRURGIE PEDIATRICHE AD ALTA COMPLESSITÀ
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│ Centro Ospitaliero / Paese │ Tecnologie e Innovazione Utilizzate │ Ambiti di Applicazione Preferenziali │
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│ **Bambino Gesù** │ Simulazione 3D, anestesia endovenosa su misura, │ Tumori con estensione al canale vertebrale │
│ *(Roma, Italia)* │ monitoraggio neurofisiologico "real-time". │ e conservazione delle funzionalità motorie. │
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│ **Istituto Giannina Gaslini**│ Modelli stampati in 3D, realtà aumentata │ Oncologia pediatrica complessa, malformazioni │
│ *(Genova, Italia)* │ per il planning operatorio e la navigazione. │ vascolari e chirurgia neonatale ad alto rischio.│
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│ **Sant Joan de Déu** │ *3D Printing Unit* interna per guide da taglio │ Sarcomi e neuroblastomi complessi, │
│ *(Barcellona, Spagna)* │ su misura e pianificazione virtuale avanzata. │ ricostruzioni oncologiche pediatriche. │
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│ **CHOP - Children's Hosp.** │ *Fetal & Pediatric Surgery*, neuro-navigazione │ Tumori del sistema nervoso, chirurgia fetale e │
│ *(Philadelphia, USA)* │ intraoperatoria con risonanza magnetica (iMRI). │ masse tumorali infiltrate nei plessi nervosi. │
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I Casi di Successo a Confronto
1. Italia: L’esperienza dell’Istituto Gaslini di Genova
L’Italia vanta standard d’eccellenza nella chirurgia oncologica pediatrica. Presso l’Ospedale Gaslini di Genova, l’integrazione di modelli fisici stampati in 3D a partire dalle TAC del paziente è utilizzata regolarmente per studiare i rapporti vascolari e nervosi nei neuroblastomi addominali e retroperitoneali prima di entrare in sala operatoria. Come avvenuto a Roma, la combinazione tra imaging avanzato e chirurgia multidisciplinare consente di intervenire su masse ritenute inoperabili fino a pochi anni fa.
2. Europa: L’Ospedale Sant Joan de Déu (Barcellona)
In Europa, l’ospedale pediatrico di Barcellona è un punto di riferimento per l’uso della simulazione virtuale. L’unità 3D dell’ospedale realizza biomodelli in resina che simulano la consistenza dei tessuti e dei nervi dei bambini piccoli, consentendo ai chirurghi di effettuare vere e proprie “prove generali” dell’intervento. Questo approccio riduce i tempi di permanenza in sala e minimizza il rischio di lesioni vascolari o neurologiche durante l’asportazione di masse adese alla colonna vertebrale.
3. Stati Uniti: Il Children’s Hospital of Philadelphia (CHOP)
Negli USA, centri come il CHOP integrano il monitoraggio neurofisiologico con la risonanza magnetica intraoperatoria (iMRI). Durante la rimozione di tumori espansivi situati vicino al midollo o alle radici nervose, i neurochirurghi possono eseguire scansioni ad alta definizione senza interrompere l’intervento, verificando istante per istante la percentuale di massa asportata e la totale decompressione dei nervi interessati.
Verso uno Standard Unico nella Chirurgia Pediatrica
Il caso di Roma conferma una direzione ormai consolidata nelle strutture pediatriche d’élite a livello globale: la personalizzazione totale dell’intervento. L’integrazione simultanea in sala di neurochirurghi, chirurghi oncologi, anestesisti dedicati e neurofisiologi rappresenta la vera chiave di successo per azzerare le sequelle invalidanti nei pazienti sotto i due anni.
Foto di Akram Huseyn su Unsplash