
Grottaferrata, scoperto deposito di bombe radiocomandate: 2 arresti
Durante un’operazione mirata al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, gli investigatori della Polizia di Stato si sono imbattuti in una scoperta del tutto inaspettata all’interno di una villa situata nell’area dei Castelli Romani, precisamente a Grottaferrata. Gli agenti delle squadre giudiziarie dei commissariati di San Basilio e Flaminio Nuovo stavano seguendo da diverse settimane i movimenti di un uomo di cinquant’anni, identificato con le iniziali D.D.S., sospettato di gestire un ingente giro di droga. Quando l’indiziato ha raggiunto a bordo della sua motocicletta un’abitazione in via Guglielmo Quattrucci, i poliziotti hanno ipotizzato che fosse in corso uno scambio imminente e hanno deciso di fare irruzione nella struttura. L’intuizione iniziale sul fronte degli stupefacenti si è rivelata corretta, poiché all’interno di un borsello sono stati rinvenuti 4 chilogrammi di cocaina purissima e la somma in contanti di 25mila euro. Tuttavia, l’ispezione approfondita dei locali ha svelato uno scenario molto più inquietante e pericoloso del previsto.
Invece di un semplice deposito di droga, le forze dell’ordine si sono trovate davanti a un vero e proprio laboratorio clandestino per la fabbricazione e il confezionamento di ordigni esplosivi micidiali e sofisticati. Sul banco da lavoro, tra cacciaviti, nastri isolanti e barattoli colmi di polvere pirica, gli agenti hanno individuato due bombe già pronte per l’utilizzo e una terza in fase di assemblaggio. Il presunto artefice di questi dispositivi, un uomo di 49 anni indicato come S.B., è stato immediatamente arrestato insieme al cinquantenne con l’accusa di essere il tecnico specializzato della rete criminale. Gli esperti degli artificieri e il personale della polizia scientifica, convocati d’urgenza sul posto, hanno accertato che gli ordigni sequestrati sono identici a quello rinvenuto lo scorso dodici dicembre in un box davanti al commissariato di Fidene.
La tecnica di fabbricazione di queste bombe si è rivelata particolarmente ingegnosa. L’esplosivo, costituito da due contenitori da un chilogrammo di polvere nera, viene collegato tramite una miccia al motorino elettrico di un modellino di automobile radiocomandata. Questo giocattolo viene posizionato con le ruote rivolte verso l’alto all’interno di una scatola protettiva in polistirolo. Attraverso il telecomando a distanza, l’operatore attiva il piccolo motore che, surriscaldandosi rapidamente, innesca la miccia e provoca la deflagrazione. Nel caso in cui il sistema elettronico dovesse fallire, il costruttore ha previsto una seconda miccia esterna attivabile manualmente.
La scoperta offre una svolta fondamentale per ricostruire la rete criminale che commissiona la produzione di simili ordigni ad alto potenziale. In merito ai precedenti arresti di dicembre, legati a un analogo sequestro di 16 chili di droga e di un pacco bomba, uno dei fermati aveva tentato di difendersi sostenendo di aver ricevuto l’involucro da uno sconosciuto senza conoscerne il reale contenuto, affermazioni che il giudice per le indagini preliminari aveva liquidato definendole come «propalazioni». Il presunto fabbricante arrestato a Grottaferrata manteneva un profilo molto basso, lavorando come tuttofare per la proprietaria della villa, un’anziana signora del tutto ignara di quanto accadeva nei suoi locali. Gli inquirenti ipotizzano ora che l’uomo potesse produrre queste sofisticate armi su commissione per diverse organizzazioni criminali attive sul territorio romano.
M.M.