Caso Ranucci, la Rai sospende le trasmissioni di Report per tutta l’estate

11/07/2026

Le indagini sull’attentato dinamitardo ai danni di Sigfrido Ranucci avvenuto alcuni mesi fa hanno portato ad alcune rivelazioni che stanno ribaltando il quadro che era emerso inizialmente. Il conduttore di Report, dopo l’episodio subito, aveva subito puntato il dito contro le organizzazioni criminali che erano state prese di mira dalle inchieste giornalistiche della sua trasmissione. Le successive scoperte degli investigatori però hanno completamente cambiato la situazione. Prima sono stati individuati gli esecutori materiali dell’attentato, il che ha permesso di escludere qualsiasi pista mafiosa, poi l’inchiesta ha delineato il profilo del presunto mandante, rivelando una scoperta scioccante. Si tratterebbe infatti del faccendiere Valter Lavitola, storico amico proprio di Ranucci. Ma perchè Lavitola avrebbe organizzato un attentato, potenzialmente letale, contro un suo amico? Un ulteriore dettaglio che aggiunge altro mistero alla vicenda è rappresentato dal fatto che lo stesso faccendiere, come confermato in un’intervista al quotidiano La Verità, stava progettando un piano per far entrare Ranucci in politica, addirittura con il ruolo di federatore della coalizione che mette insieme centrosinistra e grillini. Ed ecco che si fa largo, citata da più giornali, tra cui Repubblica, un’ipotesi ancor più scioccante: l’attentato sarebbe stato finto e sarebbe stato organizzato con lo scopo di far passare il giornalista Rai come vittima della malavita e rafforzare la sua popolarità in vista della sue discesa in campo. Lavitola, interrogato dai magistrati romani, ha negato ogni coinvolgimento nell’attentato a Ranucci, ma le speculazioni sul suo ruolo nella vicenda non si sono placate.

Adesso vertici di Fratelli d’Italia stanno definendo insieme ai propri legali un esposto formale da presentare alla Procura della Repubblica in merito a queste ultime vicende. La decisione è trapelata da alcune indiscrezioni raccolte tra i massimi dirigenti del partito di maggioranza, determinati a non limitarsi alla sola richiesta di un’indagine interna in viale Mazzini. Attraverso l’iniziativa giudiziaria, i meloniani intendono sottoporre alla magistratura due specifiche questioni emerse recentemente. In primo luogo, si chiede di fare piena luce sulle affermazioni di Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, riguardo all’asserito ruolo di mediazione professionale attribuito a Valter Lavitola nei confronti della trasmissione. Nello specifico, Corsini ha dichiarato: «So che chi aveva un problema con Report passava da Lavitola», aggiungendo che in questo modo le controversie venivano superate. Il secondo punto dell’esposto si concentra sugli interessi economici dello stesso Lavitola nel settore delle energie rinnovabili, in particolare per alcuni progetti eolici nell’Alto Lazio. Secondo la ricostruzione del partito, il diniego politico e amministrativo opposto alle sue istanze autorizzative avrebbe generato nel faccendiere un forte risentimento, spingendolo a sollecitare un accanimento giornalistico contro gli esponenti laziali di Fratelli d’Italia, culminato nei servizi andati in onda a partire dalla fine del 2020.

Nel frattempo, i vertici di viale Mazzini hanno assunto un provvedimento pratico e immediato, dopo che i consiglieri di amministrazione sia di centrodestra sia di opposizione avevano invocato un chiarimento trasparente sulla vicenda. La direzione Approfondimento Rai ha stabilito la sospensione in via cautelativa delle repliche estive del programma. «In attesa che si faccia piena luce sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Ranucci», la messa in onda estiva viene bloccata «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico», si legge nel comunicato ufficiale della Rai. L’azienda ha comunque confermato il ritorno della trasmissione con le nuove puntate a partire dal mese di novembre, anche se nei corridoi della televisione di Stato crescono i dubbi sulla permanenza del conduttore storico, per la cui successione si fanno già i nomi dei giornalisti Giorgio Mottola e Federico Ruffo.

La reazione del conduttore non si è fatta attendere e, attraverso una nota diffusa dal suo avvocato Roberto De Vita, ha espresso una forte contrarietà rispetto alle determinazioni aziendali. «Apprendo con sconcerto e preoccupazione per l’informazione tutta che la Rai ha deciso di utilizzare il pretesto delle vergognose congetture, assurde, che sono state veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche e da alcune ricostruzioni giornalistiche, per sospendere le repliche estive di puntate di inchiesta di Report già trasmesse». Ranucci ha contestato la tesi della salvaguardia del programma, giudicando la mossa come una vera e propria delegittimazione non solo della sua figura professionale, ma del lavoro autonomo e indipendente svolto da tutta la redazione. Sulla vicenda si registrano pareri contrastanti anche tra i collaboratori della trasmissione, come Gian Gaetano Bellavia, che si è detto allibito per i rapporti con Lavitola, ritenendoli squalificanti, mentre il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha preso le difese del conduttore bollando il provvedimento della Rai come incomprensibile e sbagliato. Prima che venisse ufficializzato lo stop, lo staff di Report aveva pubblicato sui social un invito alla collaborazione con il pubblico per la raccolta di nuove segnalazioni, provocando la replica ironica di Fratelli d’Italia che invitava ironicamente la redazione a indagare proprio sulla singolare amicizia tra il conduttore e Lavitola.

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