
Roma celebra Alberto Sordi: inaugurata la statua a Villa De Sanctis
La celebrazione dell’identità romana ha trovato una delle sue espressioni più autentiche e partecipate nel cuore del Casilino, dove la memoria di uno dei suoi figli più amati, il grande e inimitabile Alberto Sordi, è diventata un monumento tangibile. Più che un semplice omaggio formale o una nostalgica rievocazione, l’evento ha rappresentato il riconoscimento collettivo verso chi ha saputo narrare i vizi e le virtù della Capitale come nessun altro. Una folla eterogenea, composta da giovani, anziani, scolari, pensionati, impiegati e signore con le buste della spesa, si è radunata con pazienza sotto un sole implacabile all’interno di Villa De Sanctis. L’obiettivo comune era quello di potersi sedere per pochi istanti accanto alla nuova installazione e scattare la classica foto ricordo insieme all’indimenticabile Albertone.
La scultura in bronzo, caratterizzata da un sorriso scanzonato, mostra l’attore seduto su una panchina in un atteggiamento accogliente, quasi volesse stringere in un abbraccio ideale quel pubblico che non ha mai smesso di manifestargli affetto. Durante la cerimonia istituzionale, il sindaco Roberto Gualtieri ha evidenziato la natura accessibile dell’opera: «A differenza di tanti monumenti, non sovrasta chi lo guarda ma è a misura di cittadino. Sordi ha saputo raccontare noi romani, la nostra anima e la nostra identità mentre le sue frasi celebri, una per tutte ”Maccherone, tu m’hai provocato e io me te magno”, fanno ancora parte del nostro lessico. Albertone unisce». Le sue parole sono state accolte da caldi applausi, mentre la banda del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale diffondeva nell’aria le celebri colonne sonore dei suoi film più famosi, spaziando dalle note della Marcia di Esculapio fino ai motivi nostalgici di Polvere di stelle.
L’inaugurazione è avvenuta in una data simbolica, coincidente con il giorno in cui l’artista avrebbe compiuto 106 anni. L’opera è stata realizzata con un realismo sorprendente dallo scultore Massimiliano Saccucci, il quale ha spiegato di essersi ispirato a una fotografia d’epoca scattata a Kansas City, la città americana che nel 1956 conferì all’attore la cittadinanza onoraria. La manifestazione ha visto la partecipazione attiva dei rappresentanti locali e dei vertici della Fondazione Museo Alberto Sordi, istituzione che fin dall’anno della scomparsa dell’interprete, avvenuta nel duemilaetre, si occupa di tutelarne il vasto patrimonio artistico e materiale. Il presidente del V Municipio, Mauro Caliste, ha ricordato con orgoglio il profondo legame tra l’attore e il territorio circostante: «Siamo tutti cresciuti con i suoi film, quattro dei quali sono stati girati in questo quartiere: ”Un borghese piccolo piccolo”, ”Il medico della mutua”, ”Nestore l’ultima corsa”, ”Ladro lui, ladra lei”. Quando ho avuto l’idea della statua, l’ho sottoposta a Faralli che mi ha spalancato le porte».
Anche l’amministrazione regionale ha voluto rendere omaggio alla capacità di Sordi di fotografare l’evoluzione della società italiana, mentre Walter Veltroni, in veste di presidente onorario della fondazione, ha inviato un messaggio per rimarcare che il monumento dimostra come la città sappia essere riconoscente non solo verso i grandi condottieri o gli scienziati, ma anche verso coloro che hanno avuto il grande merito di donare un sorriso ai cittadini. Tra i presenti spiccava Gianni Letta, storico amico dell’attore, che ha condiviso un aneddoto divertente legato alla sua partecipazione nel film Io so che tu sai che io so. Letta ha ricordato che inizialmente era restio ad accettare la parte di se stesso e che il regista lo convinse filmandolo a sua insaputa. Infine, il presidente della fondazione Giambattista Faralli ha precisato che la collocazione della statua, situata nei pressi della Casa della Cultura e dello Sport Silvio Di Francia, punta a trasmettere la memoria storica del cinema italiano alle nuove generazioni, all’interno di un quartiere considerato un presidio della romanità più genuina. Ha inoltre annunciato che una copia della scultura troverà posto nella storica villa vicino alle Terme di Caracalla, dove proprio in questi giorni ha preso il via una rassegna cinematografica dedicata all’attore e che, visto l’elevato numero di richieste, potrebbe essere ulteriormente prorogata.