
Arrestato a Marbella il boss latitante Antonio Gala: estradato a Fiumicino
La cooperazione investigativa internazionale ha assestato un colpo durissimo alle reti del narcotraffico che collegano la penisola iberica con il mercato illegale della Capitale. Uno dei latitanti più ricercati a livello europeo, Antonio Gala, è stato catturato nella nota località turistica di Marbella ed è stato trasferito in Italia, atterrando nel pomeriggio di ieri all’aeroporto di Fiumicino per essere consegnato alle autorità carcerarie nazionali. L’uomo, noto negli ambienti della malavita con il soprannome di “Tonino”, si era stabilito in Spagna dove era riuscito a costruirsi una complessa esistenza parallela sotto falsa identità, una copertura che gli permetteva di continuare a gestire ingenti flussi di sostanze stupefacenti per conto delle più pericolose organizzazioni criminali romane e delle agguerrite consorterie albanesi.
Il latitante deve espiare una condanna passata in giudicato a 18 anni di reclusione per i reati di importazione, detenzione e commercializzazione di sostanze stupefacenti su larga scala. Le sue ricerche in campo internazionale erano state avviate tre anni fa a seguito di un provvedimento restrittivo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano, periodo durante il quale il broker è stato anche al centro di una complessa indagine economico-finanziaria condotta dagli specialisti del nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma, volta a scardinare un sistema di riciclaggio di denaro sporco che veniva trasferito verso il continente asiatico. L’indagato vantava legami strettissimi con esponenti di spicco della criminalità organizzata laziale e campana, mantenendo stabili contatti sia con figure di vertice del clan Senese sia con i principali fornitori balcanici.
La ricostruzione dettagliata delle sue attività commerciali illecite è stata resa possibile grazie alla decrittazione di complessi sistemi di messaggistica telefonica utilizzati dalle reti criminali. All’interno di queste chat riservate, l’uomo coordinava personalmente l’intera catena logistica legata al trasporto e alla distribuzione della merce lungo l’asse geografico tra la Spagna e l’Italia, offrendo supporto anche ad altri capizona romani in momenti di forte crisi finanziaria interna, come nel caso di un clamoroso ammanco di oltre 100 chilogrammi di cocaina che rischiava di scatenare una sanguinosa faida interna tra i gruppi acquirenti e i fornitori stranieri. Il ruolo di intermediario si è interrotto bruscamente grazie a un’operazione congiunta delle squadre di ricerca dei latitanti italiane e spagnole, supportate dalle divisioni speciali di cooperazione internazionale della polizia e dell’Arma dei carabinieri.
Nelle medesime ore in cui si perfezionava l’estradizione del trafficante, le forze dell’ordine hanno assestato ulteriori colpi alle linee di approvvigionamento dello spaccio romano con due distinti interventi che hanno portato al sequestro di oltre trenta chilogrammi di cocaina purissima e all’arresto di due corrieri. La prima operazione è stata effettuata dagli agenti della polizia di Stato nella periferia orientale della città, dove sono stati rinvenuti dieci chilogrammi di sostanza stupefacente occultati sul terrazzo di uno stabile condominiale. Il secondo e più consistente sequestro è stato invece eseguito dai funzionari doganali e militari all’interno dello scalo portuale di Civitavecchia, dove un carico di ventitré chilogrammi di droga, anch’esso proveniente dalla Spagna e destinato a rifornire le piazze di spaccio cittadine, è stato intercettato a bordo di un mezzo da sbarco.
M.M.