
Truffava col gioco delle campanelle, 52enne romeno sarà espulso
Il contrasto ai fenomeni di microcriminalità e ai raggiri ai danni dei visitatori stranieri nel cuore della Capitale ha registrato una svolta significativa. Un cittadino di origini romene di 52 anni, sorpreso mentre gestiva un banchetto clandestino per il cosiddetto gioco delle tre campanelle in piazza della Pilotta, è stato fermato e successivamente trasferito presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Ponte Galeria in vista del suo definitivo allontanamento dal territorio nazionale. L’operazione è stata condotta dagli agenti della polizia locale del primo gruppo Centro, i quali, dopo aver identificato l’uomo e proceduto alla denuncia formale, hanno scoperto che il soggetto era già destinatario di un provvedimento di espulsione per motivi legati alla pubblica sicurezza, una condizione che ha permesso l’applicazione della misura restrittiva nonostante la sua cittadinanza comunitaria.
Il provvedimento di allontanamento avrà una validità di 5 anni e stabilisce che, nell’eventualità di un ritorno non autorizzato in Italia, l’uomo andrà incontro all’arresto immediato e a una condanna alla reclusione. Questa attività si inserisce in un quadro investigativo molto più ampio che da mesi vede impegnata la polizia municipale nel monitoraggio e nella repressione delle bande organizzate dedite a questo tipo di attività illecita, con un bilancio che da inizio anno conta 200 persone denunciate e circa 20mila euro di proventi illeciti sequestrati e restituiti alle vittime. Gli inquirenti sono inoltre al lavoro per fare piena luce sulla violenta rissa scoppiata lo scorso maggio nei pressi di Fontana di Trevi, dove due fazioni rivali si sono scontrate per il controllo della zona ferendo accidentalmente due turiste di passaggio, un episodio i cui responsabili potrebbero presto essere identificati grazie all’analisi comparativa delle telecamere di videosorveglianza.
La crescente aggressività delle bande e la percezione di una situazione ormai fuori controllo hanno spinto gli operatori economici del centro storico a muoversi in prima persona per tutelare le proprie attività e l’incolumità dei clienti. I titolari di bar e ristoranti della zona del Tridente hanno espresso forte preoccupazione per l’impatto di questi raggiri sul flusso turistico, evidenziando come i soli controlli istituzionali non sempre riescano a eradicare il problema in modo permanente. Di conseguenza, l’Associazione commercianti del rione Trevi ha avviato un progetto sperimentale che prevede l’impiego di personale di vigilanza privato e steward lungo le vie maggiormente colpite dal fenomeno, tra cui via del Lavatore, via in Arcione e vicolo Scanderbeg, per supportare l’azione quotidiana delle forze dell’ordine e allontanare i malviventi dalle aree esterne dei locali.
La pressione esercitata dai controlli stradali e la presenza degli steward nei luoghi di maggiore attrazione, come piazza Navona e piazza di Spagna, hanno tuttavia provocato un rapido spostamento geografico delle bande di truffatori. Negli ultimi giorni sono state infatti segnalate nuove postazioni abusive posizionate strategicamente sotto la Terrazza del Pincio, nei pressi delle scalinate che conducono ai giardini storici della villa. Il modus operandi del gruppo criminale rimane invariato e si basa su una precisa divisione dei ruoli, con un operatore principale che muove le campanelle, diversi complici che si fingono finti scommettitori per mostrare quanto sia facile vincere denaro e attirare i passanti, e un addetto alla vigilanza posizionato a breve distanza con il compito esclusivo di segnalare l’arrivo dei veicoli di pattuglia.
M.M.