
Ponte sullo Stretto: perquisizioni e indagini a Roma per corruzione
Una nuova e importante inchiesta giudiziaria scuote le procedure amministrative legate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La Procura della Repubblica di Roma ha infatti avviato un’indagine approfondita ipotizzando i reati di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio in merito alle attività di controllo sul progetto dell’infrastruttura. Su delega dei magistrati capitolini, i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale hanno dato esecuzione a decreti di perquisizione locale e personale nei confronti di tre figure di rilievo, tra le quali figurano un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, collocato a riposo dall’inizio dell’anno, un avvocato che in passato ha ricoperto il ruolo di consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un noto imprenditore.
Le attività investigative si concentrano su una serie di condotte che, secondo l’ipotesi accusatoria dei magistrati di piazzale Clodio, sarebbero state messe in atto nel tentativo di influenzare l’esito delle verifiche di legittimità condotte dalla magistratura contabile. Gli accertamenti si focalizzano in particolare sull’iter di approvazione del progetto definitivo dell’opera pubblica. L’impianto delineato dagli inquirenti ipotizza che il professionista legale e l’imprenditore abbiano avvicinato il magistrato contabile offrendo garanzie e supporti per l’ottenimento di prestigiosi incarichi di vertice presso enti e organismi di diritto pubblico una volta che lo stesso avesse concluso la propria carriera lavorativa all’interno della magistratura dello Stato.
La ricostruzione fornita dagli uffici giudiziari romani evidenzia inoltre come i due soggetti privati avessero l’intenzione di estendere i propri contatti ad altri componenti della magistratura contabile giudicati influenti per gli interessi legati alla costruzione del collegamento stabile. All’interno di questa rete di relazioni illecite si sarebbe verificata la circolazione di informazioni strettamente riservate e coperte dal segreto, ottenute grazie alla collaborazione del giudice indagato. Dal canto suo, l’ex esponente della magistratura contabile avrebbe garantito una costante disponibilità a monitorare l’evoluzione della pratica, offrendo anticipazioni sugli orientamenti dei colleghi di collegio e sulle dinamiche interne alla Camera di Consiglio durante le riunioni in adunanza plenaria.
I dettagli emersi dalle verifiche degli inquirenti si soffermano anche sull’analisi di un pronunciamento contrario emesso nell’ottobre dell’anno precedente. Di fronte a tale decisione sfavorevole l’ex magistrato si sarebbe offerto di redigere una memoria tecnica difensiva, strutturata a vantaggio della società concessionaria, da trasmettere ai consulenti contabili della stessa azienda. In cambio di questa consulenza riservata il professionista in quiescenza avrebbe espresso l’ambizione di essere designato alla presidenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato o alla guida di una rilevante società a partecipazione pubblica. Le operazioni di perquisizione, estese tra la capitale e le province di Reggio Calabria e Frosinone, hanno consentito il sequestro di supporti informatici e materiale cartaceo ora al vaglio degli esperti per la ricerca di elementi di riscontro alle accuse.