
Roma, corse clandestine a Saxa Rubra: partono le indagini
Nelle ore notturne le strade della capitale tornano a trasformarsi in piste improvvisate per gare ed esibizioni illegali, spostando l’attenzione delle forze dell’ordine in un nuovo quadrante cittadino. Da una parte si posizionano i bolidi a due ruote messi in mostra da giovani centauri pronti a esibirsi in evoluzioni tanto spettacolari quanto pericolose, dall’altra si accalca il pubblico, composto prevalentemente da una platea di ventenni che assistono entusiasti alle impennate e alle cosiddette aperte, ovvero le motociclette lanciate al limite dei giri sul rettilineo. Questo scenario di corse clandestine ha trovato la sua nuova collocazione in via Carlo Emery, proprio davanti alla stazione ferroviaria di Saxa Rubra e a breve distanza dagli studi televisivi della Rai. A lanciare l’allarme sono stati alcuni residenti della zona, i quali hanno documentato le prodezze dei motociclisti attraverso filmati ravvicinati. Di giorno la medesima arteria stradale si intasa regolarmente poiché viene utilizzata da un numero elevato di automobilisti come una sorta di complanare per aggirare le code e il traffico intenso di via Flaminia, mentre fino a pochi mesi fa la criticità principale della via era rappresentata soltanto dall’abbandono indiscriminato di rifiuti lungo il battistrada. Il fenomeno dei raduni notturni è invece relativamente recente ma ha trovato in via Emery un percorso ideale, che corre parallelo ai binari della ferrovia Roma Viterbo e si presenta dritto, privo di ostacoli e totalmente privo di impianti semaforici per un lungo tratto. A favorire gli incontri contribuisce anche la scarsa presenza di abitazioni private nelle immediate vicinanze, sebbene il rumore assordante dei motori spinti alla massima potenza si percepisca chiaramente a centinaia di metri di distanza. La situazione non è sfuggita ai numerosi dipendenti del centro di produzione Rai, una struttura operativa giorno e notte, anche se finora non risultano depositati esposti o segnalazioni ufficiali alle autorità competenti.
I video registrati dai cittadini e successivamente rilanciati in rete, oltre che diffusi dall’Ansa e da diverse testate giornalistiche, sono giunti fino agli uffici del XV Municipio. Nonostante la mancanza di denunce formali, il minisindaco Daniele Torquati ha scelto di non sottovalutare la gravità degli episodi e ha dichiarato di aver inserito la questione in agenda per presentarla al prossimo tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. Il presidente ha poi aggiunto che nel frattempo ha provveduto a segnalare il problema alla polizia locale del quindicesimo gruppo e che la comandante Daniela Carola ha prontamente disposto degli accertamenti in via Emery, i quali risultano già in atto. Le verifiche dei caschi bianchi non prevedono una presenza fissa sul posto, poiché una pattuglia stabile verrebbe sottratta ai servizi ordinari di un territorio estremamente vasto che supera i 187 chilometri quadrati, ma si concentrano su monitoraggi a sorpresa durante la notte. Anche i carabinieri della compagnia Trionfale e della stazione di Tomba di Nerone tengono sotto stretta osservazione l’area, che nei fine settimana si popola di centinaia di ragazzi diretti in una discoteca situata a ridosso del punto di ritrovo dei centauri. Probabilmente il risalto mediatico della notizia ha spinto i partecipanti a una maggiore prudenza, tanto che da cinque notti la strada appare deserta, ad eccezione del transito dei lavoratori della televisione pubblica. Al momento l’unico indizio visibile dei ritrovi notturni rimane impresso sull’asfalto, dove le vistose sgommate dei bolidi disegnano cerchi neri dotati di una precisione tale da sembrare tracciati con un compasso.
L’organizzazione di gare e raduni illegali nella città di Roma ha storicamente interessato altri settori urbani, dove i costanti interventi di controllo delle autorità hanno progressivamente ridotto la portata del fenomeno. In passato le zone calde coincidevano con il lungotevere Flaminio, con via Cristoforo Colombo nel tratto che collega il quartiere dell’Eur alla frazione costiera di Ostia e con le vie adiacenti all’obelisco di piazzale Marconi. Un’altra area particolarmente frequentata dagli appassionati di modifiche estetiche e meccaniche ai veicoli è stata per molto tempo quella della Romanina e dell’Anagnina, storico punto di ritrovo per gli amanti del tuning. In questo quadrante i ripetuti pattugliamenti hanno arginato i raduni statici, sebbene la zona continui a configurarsi talvolta come la linea di partenza per pericolose competizioni di velocità che si spostano successivamente sulle corsie del Grande raccordo anulare. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, la sfida si sviluppa solitamente tra tre vetture che occupano simultaneamente le tre corsie di marcia, dando inizio alla corsa dopo tre colpi di clacson consecutivi e cimentandosi in azzardati slalom tra le auto degli ignari automobilisti a velocità prossime ai 200 chilometri orari.