
Roma, baby gang arrestata a Trastevere dopo tre rapine ai turisti
La movida romana si è trasformata in uno scenario di paura nel cuore della notte, quando un gruppo di giovanissimi ha deciso di dare vita a una violenta sequenza di aggressioni nel rione più frequentato della capitale. Quattro ragazzi italiani, due dei quali appena maggiorenni e due ancora minorenni, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Piazza Farnese dopo aver seminato il panico tra le storiche vie di Trastevere. La banda, composta da giovani apparentemente normali, senza alcun precedente penale alle spalle e provenienti da famiglie di lavoratori stimati, ha messo a segno tre rapine in meno di un’ora, prendendo di mira esclusivamente giovani vittime straniere. Per i due diciottenni, in seguito al processo per direttissima, è stato disposto l’obbligo di firma, mentre i due minorenni sono stati trasferiti e affidati al centro di prima accoglienza situato in via Virginia Agnelli.
Il primo episodio criminale si è verificato intorno alle due del mattino del 29 maggio in via dei Fienaroli. Il gruppo ha individuato un turista americano di soli 17 anni che camminava da solo in un angolo isolato. Dopo averlo circondato, i quattro hanno estratto tre pugnali e una pistola semiautomatica, strappandogli dalle mani il telefono cellulare e l’orologio prima di dileguarsi rapidamente. La vittima è riuscita a raggiungere il proprio bed and breakfast e a lanciare l’allarme al numero unico di emergenza. L’intervento tempestivo dei militari ha permesso di agganciare immediatamente il segnale dello smartphone appena rubato, avviando un monitoraggio tecnologico in tempo reale degli spostamenti dei malviventi. Nel frattempo, la sala operativa ha allertato i carabinieri della seconda sezione del Nucleo radiomobile per stringere il cerchio attorno alla banda.
Nonostante il rischio di essere intercettati, i giovani malviventi hanno continuato la loro azione fulminea sul territorio. Circa 20 minuti dopo il primo colpo, un secondo turista statunitense di 21 anni ha contattato le forze dell’ordine denunciando di essere stato accerchiato in via Giacomo Venezian dallo stesso gruppo di ragazzi, i quali, sotto la costante minaccia delle armi, si sono impossessati di due telefoni e di uno smartwatch. Pochi istanti prima dell’intervento definitivo delle pattuglie, la banda ha colpito per la terza volta, aggredendo con le medesime modalità un cittadino pakistano di 21 anni a cui sono stati sottratti il cellulare, l’orologio e un borsello di marca.
La scia di violenza si è interrotta bruscamente prima delle 3 del mattino proprio in via Giacomo Venezian. I carabinieri sono riusciti a bloccare i quattro giovani trovandoli ancora in possesso dell’intera refurtiva, che è stata successivamente riconsegnata ai legittimi proprietari. Durante le perquisizioni personali, i militari hanno sequestrato i coltelli e l’arma da fuoco, scoprendo che la pistola semiautomatica utilizzata per spaventare i passanti era in realtà una replica ad aria compressa di un modello Beretta, sapientemente modificata per eliminare il tappo rosso e apparire identica a un’arma autentica.
M.M.