
Scippatore seriale semina il panico a Monteverde: è caccia all’uomo
Un’ombra silenziosa e sfuggente si aggira tra le strade di Monteverde Vecchio e dei quartieri limitrofi, gettando i residenti in uno stato di costante ansia e preoccupazione. Da circa un anno, un rapinatore solitario mette a segno colpi seriali muovendosi con una spregiudicatezza che sconcerta gli investigatori. Di lui si possiede soltanto una descrizione estremamente generica e parziale: si tratta di un uomo di corporatura bassa, alto poco più di un metro e sessanta, che agisce con il volto interamente coperto e indossando guanti scuri persino durante le giornate più calde dell’anno. Il malvivente si sposta rigorosamente vestito di nero in sella a uno scooter Yamaha Xcity 250, risultato rubato e utilizzato costantemente come unico mezzo per compiere i suoi blitz e dileguarsi rapidamente nei vicoli del quartiere.
L’ultimo episodio in ordine di tempo si è consumato tre sere fa a brevissima distanza dal Teatro Vascello. La vittima è una donna di 57 anni che aveva appena trascorso la serata in compagnia di un’amica per assistere a uno spettacolo teatrale. Il criminale ha seguito le due donne subito dopo l’uscita, attendendo pazientemente il momento in cui avrebbero raggiunto la propria vettura parcheggiata nelle vicinanze. In un istante, muovendosi con precisione millimetrica, l’uomo ha afferrato la borsetta della vittima strappandogliela con violenza, per poi fuggire a tutta velocità contromano lungo via Gabriele Rossetti senza mai scendere dalla sella del motorino. Il colpo è stato messo a segno in modo a dir poco provocatorio, a pochissimi metri di distanza dal locale commissariato di polizia. Alcune telecamere di videosorveglianza installate nei paraggi sono riuscite a inquadrare parzialmente il fuggitivo, arricchendo un fascicolo d’indagine che conta ormai almeno 40 episodi analoghi registrati nel corso degli ultimi 12 mesi.
Il modus operandi del rapinatore rivela una condotta metodica e priva di scrupoli. Le sue vittime preferite sono quasi esclusivamente donne di età superiore ai 60 anni, ritenute più vulnerabili e meno inclini a opporre una resistenza efficace. In molte occasioni, un semplice scippo degenera in una vera e propria rapina poiché, qualora la vittima tenti di trattenere i propri effetti personali, il criminale non esita a spingerla con forza facendola rovinare pesantemente sull’asfalto. Sebbene finora nessuna delle donne aggredite abbia riportato lesioni gravi tali da richiedere lunghi ricoveri ospedalieri, chi indaga è consapevole del fatto che la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro.
Anche l’abbigliamento scelto dal malvivente sembra studiato per garantirgli una sorta di invisibilità pur rendendolo iconico. L’uomo indossa sempre abiti scuri, un casco nero privo di visiera di tipo jet e uno scaldacollo, anch’esso rigorosamente nero, sollevato fino a coprire il naso e la bocca lasciando scoperti soltanto gli occhi. Polizia e carabinieri sono riusciti a risalire al numero di targa dello scooter grazie alle immagini registrate dalle telecamere di zona e alle denunce presentate dai proprietari del mezzo, ma nonostante questo elemento oggettivo il rapinatore continua a colpire indisturbato.
Un’altra caratteristica singolare è la frequenza quasi ossessiva dei colpi, che si concentra in periodi ben delimitati. Il rapinatore è capace di mettere a segno una o due rapine al giorno per circa tre settimane consecutive, per poi sparire improvvisamente dalla circolazione anche per due mesi interi. Gli inquirenti ipotizzano che questa altalena temporale sia legata a uno stato di grave tossicodipendenza del soggetto, il quale potrebbe trascorrere i periodi di inattività all’interno di strutture terapeutiche o centri di disintossicazione per ripulirsi, sebbene i controlli effettuati in questa direzione non abbiano ancora dato esito positivo.
Negli ultimi giorni lo scippatore è riuscito a sfuggire per un soffio a una pattuglia della polizia in borghese e ha beffato i carabinieri in altre tre occasioni, dimostrando una straordinaria abilità nel destreggiarsi nel traffico caotico della Capitale e una conoscenza profonda di ogni scorciatoia. Oltre a Monteverde, le sue incursioni toccano regolarmente il Portuense e l’area depressa nota come la buca nei pressi di piazza Piero Puricelli. Molti residenti della zona iniziano a manifestare apertamente la propria esasperazione per una presenza percepita come costante e minacciosa. Raccontando il clima che si respira nel quartiere, un cittadino ha ammesso che «le donne del nostro quartiere hanno ormai paura a uscire di casa da sole dopo il tramonto, perché sappiamo che questo criminale si nasconde nel buio e conosce ogni angolo di Monteverde meglio di chi ci vive da una vita». Il forte sospetto di chi indaga è che l’uomo risieda o abbia legami stretti con le aree limitrofe dove colpisce, spingendo le ricerche anche nei quadranti del Trullo e di Corviale, nella speranza di raccogliere un indizio decisivo per porre fine alla sua catena di reati.
M.M.