
Truffa anziani a Monteverde, finto assicuratore arrestato dalla polizia
Una frase secca, pronunciata attraverso l’altoparlante di un citofono, ha gettato nel panico e lasciato pietrificata Luisa, una donna di 88 anni residente nel quartiere romano di Monteverde. Il giovane di 22 anni di origini napoletane all’altro capo dell’apparecchio si è presentato dicendo: «Hanno fatto un incidente con la sua vecchia auto: deve pagare i danni. Mi apra che salgo a prendere la cauzione». Fingendosi un assicuratore professionista, il malvivente stava mettendo in atto un piano spregevole per estorcerle tutti i suoi oggetti preziosi, tra cui oro e gioielli di grande valore. Il colpo era effettivamente andato a segno a causa dello stato di forte agitazione della vittima, ma i piani del ragazzo sono stati bruscamente interrotti dall’intervento tempestivo di una pattuglia della Polizia di Stato, che lo ha bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce nelle vie circostanti. Grazie alla rapidità degli agenti, il ladro è stato tratto in arresto e l’intera refurtiva è stata immediatamente riconsegnata alla legittima proprietaria. Il bottino recuperato comprendeva orologi, anelli, bracciali, collane, medagliette d’oro e più di quaranta monete storiche emesse dalla Città del Vaticano, tutti beni dal valore non soltanto economico, ma soprattutto affettivo, come la stessa anziana ha tenuto a precisare con commozione agli operatori, mostrandosi immensamente felice di aver riavuto i ricordi di un’intera esistenza.
La dinamica dell’operazione ha avuto inizio nel pomeriggio di venerdì, poco dopo le 16.30, quando i poliziotti in servizio di controllo del territorio hanno notato in via Francesco Durante un ragazzo che si aggirava con fare chiaramente sospetto tra le vetture in sosta. Il giovane si presentava vestito in modo particolarmente distinto, indossando una giacca elegante e una coppola in testa, mentre stringeva tra le mani una valigetta ventiquattrore in pelle e portava all’orecchio un auricolare, utilizzato con ogni probabilità per rimanere in costante contatto con alcuni complici appostati a distanza. I suoi movimenti altalenanti e il suo continuo temporeggiare sul marciapiede hanno spinto gli agenti a seguirne con discrezione gli spostamenti, fino a quando il soggetto non si è fermato davanti al cancello di un condominio situato proprio nella medesima via. I poliziotti lo hanno visto citofonare a un interno, pronunciare pochissime parole per farsi aprire e varcare prima il vialetto d’ingresso e poi il portone principale dell’edificio in cui abita Luisa. A quel punto, le forze dell’ordine hanno deciso di appostarsi all’esterno della struttura, rimanendo in vigile attesa e pronte a intervenire al minimo segnale di pericolo.
Circa dieci minuti più tardi, il ventiduenne è ricomparso in strada mostrando un atteggiamento completamente differente rispetto a prima, caratterizzato da movimenti molto più rapidi e visibilmente nervosi. Il ragazzo camminava velocemente tenendo il telefono cellulare sollevato per effettuare una videochiamata mentre cercava di allontanarsi in tutta fretta dallo stabile, ed è stato esattamente in quel frangente che gli agenti hanno deciso di sbarrargli la strada per sottoporlo a un controllo accurato. Di fronte alle richieste dirette degli investigatori, il giovane partenopeo ha manifestato segni di forte agitazione, iniziando a farfugliare frasi sconnesse e prive di senso logico. La sua ansia è aumentata in modo evidente quando gli agenti gli hanno intimato di aprire la borsa di pelle che portava con sé.
Nonostante un inutile tentativo di prendere tempo, il malvivente è stato costretto a mostrare il contenuto della ventiquattrore, svelando un vero e proprio tesoro composto da 4 medagliette commemorative, 5 collane, 3 orologi da donna, 4 braccialetti, 14 anelli di diversa manifattura, una moneta della Confederazione svizzera e 41 monete della Città del Vaticano. Davanti all’evidenza dei fatti, il giovane ha confessato il reato e, nel tentativo di sminuire la gravità della propria condotta, ha ammesso di aver raggirato l’anziana signora. Una volta condotto presso gli uffici del Commissariato, l’arrestato ha ricostruito nei minimi dettagli le fasi della truffa, fornendo una versione perfettamente sovrapponibile alla denuncia presentata successivamente dalla vittima.
Il sistema utilizzato dalla banda per trarre in inganno Luisa ricalca uno schema consolidato che vede l’azione sinergica di più persone, ciascuna impegnata a recitare un ruolo specifico per spaventare la vittima prescelta. I truffatori creano una situazione di finta emergenza, convincendo l’interlocutore della necessità assoluta di versare immediatamente una cospicua somma di denaro o di consegnare oggetti di valore a titolo di cauzione, per evitare conseguenze legali a un parente stretto. Nel caso specifico, il pretesto utilizzato riguardava un presunto incidente stradale causato dalla vecchia automobile Ford appartenuta in passato all’anziana. Sebbene la donna avesse venduto quel veicolo ormai da tempo, i criminali sono riusciti a farle credere di essere ancora legalmente responsabile dei danni provocati. Il raggiro è iniziato con una serie di telefonate pressanti, mirate ad accrescere lo stato di ansia della donna e ad accertare che si trovasse da sola nell’appartamento, per poi inviare l’emissario a riscuotere i preziosi che l’anziana, terrorizzata e in preda al panico, ha consegnato senza rendersi conto del tranello.