
Furto con spaccata alla gioielleria Costa di Torvaianica, indagini in corso
Un furto rapidissimo, studiato nei minimi dettagli e consumato in appena quattro minuti, ha colpito la storica gioielleria Costa di Torvaianica, gettando nello sconforto i titolari e attirando l’attenzione delle forze dell’ordine su una banda di professionisti estremamente organizzata. L’assalto è scattato nel cuore della notte, poco prima delle 3.30, nel punto vendita situato in viale Spagna, a brevissima distanza dalla centralissima piazza Ungheria. I malviventi, stimati in un gruppo composto da almeno quattro o forse cinque elementi, sono entrati in azione con una precisione chirurgica, riuscendo a penetrare all’interno del locale commerciale nonostante i sofisticati sistemi di protezione installati. I ladri hanno preso di mira gli oggetti esposti e non custoditi all’interno della cassaforte principale, riponendoli in alcune cassette prima di darsi a una fuga precipitosa a bordo di un’auto di grossa cilindrata, con ogni probabilità un’Audi, poiché parzialmente disturbati durante le fasi finali del colpo. Il valore complessivo della refurtiva è ancora in corso di quantificazione, sebbene gli stessi proprietari abbiano ridimensionato l’entità del danno economico, spiegando che i pezzi più importanti, tra cui gli orologi di lusso e i preziosi firmati Damiani, sono rimasti al sicuro.
La ricostruzione della dinamica evidenzia la spregiudicatezza e l’attrezzatura d’avanguardia a disposizione del commando, capace di superare barriere strutturali notevoli in un lasso di tempo ridottissimo. Una delle titolari dell’attività ha fornito una testimonianza precisa di quanto accaduto, dichiarando «Hanno tagliato la saracinesca a metà con la fiamma ossidrica poi con una putrella sono riusciti a sfondare la vetrata antiproiettile. Il negozio è ben protetto, ma la banda era formata sicuramente da professionisti molto ben organizzati che sapevano come entrare e avevano gli arnesi giusti. Sono giorni che insieme ai miei fratelli cerchiamo di ricostruire se, nelle settimane precedenti, sia entrata qualche persona sospetta, ma non ci viene in mente nulla». L’allarme collegato alla centrale operativa della vigilanza privata è scattato puntualmente alle tre e trenta della notte, provocando l’immediato intervento dei carabinieri della stazione locale, ai quali sono state affidate le indagini. I militari dell’Arma si sono messi subito al lavoro per raccogliere elementi utili, procedendo all’ascolto formale dei commercianti e acquisendo i filmati registrati dalle telecamere del sistema di videosorveglianza interno ed esterno.
Durante i primi rilievi effettuati sulla scena del crimine e nelle aree limitrofe, gli investigatori hanno rinvenuto importanti tracce lasciate dalla banda durante la ritirata. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è un attrezzo da scasso abbandonato sul pavimento del negozio, subito recuperato per gli accertamenti scientifici, e una delle cassette utilizzate per contenere il bottino, ritrovata dai carabinieri presso un’area di servizio situata in via Danimarca, non molto distante dalla gioielleria. Gli indizi suggeriscono che i criminali se ne siano liberati in tutta fretta per agevolare il trasporto della merce e accelerare la fuga. Questo episodio non rappresenta il primo momento di difficoltà per la gioielleria Costa, che già circa dieci anni fa era stata l’obiettivo di un tentativo di spaccata effettuato con un carro attrezzi usato come ariete, conclusosi tuttavia con un nulla di fatto grazie al tempestivo arrivo dei militari. Inoltre, gli inquirenti stanno valutando una possibile correlazione con un altro furto avvenuto la notte precedente ai danni di un megastore cinese situato a Castel Romano. In quella circostanza, la banda ha agito infrangendo la vetrata per sottrarre l’incasso in poco più di un minuto, utilizzando modalità operative che presentano forti analogie con il colpo di Torvaianica.
La gioielleria Costa non è un semplice esercizio commerciale, ma rappresenta una vera e propria istituzione storica per tutto il litorale di Pomezia. Fondata e portata al successo dal capostipite Ettore Costa, l’attività è da qualche anno passata sotto la gestione diretta dei suoi figli, dopo il pensionamento del fondatore. La figura di Ettore è legatissima alla memoria storica della città e della stessa Capitale, soprattutto per essere stato la mente e il creatore del celebre Scolapasta d’oro, l’iconico trofeo del Torneo di Tennis Tognazzi che veniva sollevato dai vincitori durante gli anni ruggenti della Dolce Vita. Nel corso degli anni Sessanta, Torvaianica era infatti un punto di ritrovo d’elezione per i massimi esponenti del cinema, della musica, del giornalismo e della cultura italiana. Ettore Costa ha realizzato artigianalmente circa 25 scolapasta d’oro nel corso delle varie edizioni del torneo, consolidando un rapporto di profonda amicizia e stima reciproca con Ugo Tognazzi e con tutta la sua famiglia, un legame indissolubile rimasto vivo anche dopo la scomparsa del celebre attore e regista, a testimonianza del valore non solo commerciale ma umano che questa attività conserva nel tessuto sociale locale.
M.M.