
Lazio, per il dopo-Sarri salgono le quotazioni di Palladino
Il panorama calcistico della Capitale si prepara a vivere giorni di profondo cambiamento, con la Lazio che si trova già immersa in un vero e proprio rompicapo per quanto riguarda la guida tecnica della prossima stagione. Maurizio Sarri ha infatti preso la sua decisione definitiva e saluterà il pubblico biancoceleste nella prossima gara all’Olimpico. Prima di scegliere la sua futura destinazione, divisa tra un romantico ritorno a Napoli o una stimolante avventura sulla panchina dell’Atalanta a Bergamo, l’allenatore toscano ha richiesto ulteriore tempo per incontrare il presidente Claudio Lotito, un appuntamento saltato recentemente a causa di motivi familiari. Dal canto suo, il patron biancoceleste ha commentato freddamente la situazione spiegando la sua posizione sul tecnico: «Chiedete a lui se resta perché per me ha altri due anni di contratto». La risoluzione dell’accordo sembra la strada più conveniente per entrambe le parti, sebbene restino da risolvere alcuni nodi burocratici legati a mensilità arretrate e commissioni pendenti che rischiano di rallentare le pratiche del divorzio ufficiale.
Le mosse future della presidenza dipenderanno inevitabilmente dalla direzione che prenderà l’ormai ex allenatore. Lotito, come da consuetudine, ha effettuato un sondaggio esplorativo con Massimiliano Allegri, il quale ricopre tuttavia più un ruolo di consigliere che di reale candidato, considerando anche l’ingaggio da sei milioni di euro netti che lo lega al Milan. Sullo sfondo si muovono altri profili seguiti attentamente dalle scuderie rivali, come Vincenzo Italiano, attualmente alla guida del Bologna e desideroso di compiere il grande salto, che rappresenta il piano alternativo dell’Atalanta ma anche un’idea della dirigenza laziale, sebbene il suo stipendio da tre milioni di euro netti risulti fuori dai parametri di Formello. Altri tentativi hanno riguardato Thiago Motta, blindato però dalle immediate precisazioni del suo procuratore Canovi, che ha chiarito come il tecnico sia «destinato a una panchina all’estero». Resta monitorato anche il grande ex Sergio Conceicao, attratto da un ritorno in Italia ma tentato dalle ricche offerte dell’Al-Ittihad. Tra i profili più accessibili emerge invece Raffaele Palladino, che si è detto disponibile ad accettare la corte biancoceleste, mentre Fabio Grosso sembra ormai promesso alla Fiorentina e il direttore sportivo Fabiani spinge per il giovane Fabio Pisacane, un nome che tuttavia non sembra scaldare i cuori di una tifoseria in aperta contestazione.
Oltre al rebus della panchina, chi arriverà a Formello dovrà gestire una profonda epurazione della rosa. Giocatori storici come Hysaj, Pedro e Basic hanno già salutato l’ambiente, permettendo al club di risparmiare circa quattordici milioni di euro lordi di monte ingaggi. Queste risorse fresche verranno immediatamente dirottate per coprire il riscatto obbligatorio di Dia e le pendenze con la Juventus per i cartellini di Rovella e Pellegrini. Resta invece l’incognita sui big, con Romagnoli che appare ormai promesso all’Al-Sadd per la sessione di mercato estiva. Di fronte alle critiche per l’andamento della stagione e la recente finale di Coppa Italia, Lotito ha espresso tutto il suo rammarico con parole dure nei confronti della squadra: «Ci può essere anche una stagione che non va bene dopo 22 anni. Non sono sceso in campo io in finale di Coppa Italia e abbiamo preso un gol da corner e un altro uguale. Se i giocatori avessero i miei attributi…». Il patron preferisce guardare oltre la delusione sportiva, concentrandosi sui monumentali progetti societari che sta portando avanti, a partire dal completamento dell’Academy fino alla storica quotazione della società al Nasdaq di New York, un’operazione destinata a capitalizzare un miliardo e mezzo di euro. A questo si aggiunge il piano per il nuovo stadio di proprietà al Flaminio, un investimento complessivo che secondo il presidente farà lievitare il valore del club a 3 miliardi di euro, grazie anche ai ricavi derivanti dal contratto di denominazione dell’impianto che frutterà 15 milioni all’anno, ripagando interamente l’opera nel giro di 15 anni attraverso continui contatti con finanziatori americani.