
Roma, le gang delle 3 campanelle a caccia di turisti da spennare
Domenica pomeriggio, poco dopo le 15, il cuore di Roma diventa il palcoscenico di un rituale ben preciso. In via dei Serviti, a brevissima distanza dalla celeberrima Fontana di Trevi, due gruppi di persone si accomodano con spavalderia sui gradini dei negozi locali. Divisi sui due lati della carreggiata, i membri delle bande contano vistosamente centinaia di euro in contanti, guadagnati nelle ore precedenti, mentre un intermediario fa continuamente la spola tra i marciapiedi per distribuire i proventi illeciti. Le immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza della zona rivelano i dettagli di un business criminale radicato nel centro storico della capitale, dove si muovono stabilmente almeno cinque fazioni specializzate nel derubare i visitatori stranieri attraverso l’antico e ingannevole gioco delle tre campanelle. Si tratta di una pratica fraudolenta ben nota ai residenti della Città Eterna, ma purtroppo letale per i moltissimi turisti che affollano quotidianamente le vie monumentali.
Questo fenomeno, rimasto latente per diversi anni, sta registrando una preoccupante recrudescenza che si accompagna a un vistoso incremento dell’aggressività da parte dei suoi promotori. Proprio di recente, un violento scontro tra fazioni rivali desiderose di accaparrarsi lo spazio stradale più redditizio ha generato una maxi-rissa tra piazza di Trevi e via del Lavatore, costringendo le forze dell’ordine a intensificare i pattugliamenti sul territorio. Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale lavorano senza sosta con le proprie squadre per arginare una piaga sociale che ha profondamente mutato la propria struttura organizzativa rispetto alle epoche passate. Se un tempo la truffa era una prerogativa quasi esclusiva di malavitosi di origine partenopea che operavano nei mercati rionali tradizionali come Porta Portese utilizzando le carte da gioco, l’attuale generazione di truffatori è composta prevalentemente da cittadini romeni che preferiscono muoversi all’ombra dei grandi monumenti storici.
Il meccanismo del raggiro si basa sull’utilizzo di piccoli bicchieri realizzati in legno o alluminio, sotto i quali viene posizionata una pallina morbida. La vittima viene spinta con insistenza a puntare somme non inferiori ai cinquanta euro a giocata, con l’illusione ottica di poter indovinare la corretta collocazione della sfera al termine dei movimenti del manipolatore. In realtà, l’abilità da prestigiatore dei truffatori consente loro di nascondere la pallina di spugna direttamente tra le dita durante gli spostamenti sul tappeto, rendendo matematicamente impossibile la vittoria del malcapitato passante. L’intera operazione richiede la perfetta sincronia di un vero e proprio cast teatrale composto da circa dieci persone, in cui ognuno recita una parte assegnata. Accanto al finto croupier che gestisce materialmente i bicchierini sul piano di lavoro, operano costantemente diversi complici che simulano la figura di normali passanti o turisti, esibendo vincite fittizie e banconote per attirare la curiosità e l’invidia dei presenti, invogliandoli a rischiare il proprio denaro.
La struttura criminale si completa con la presenza di vedette dislocate a breve distanza nei punti strategici della via, il cui compito primario consiste nel monitorare l’eventuale arrivo dei controlli delle autorità e nell’impedire ai passanti incuriositi di scattare fotografie o registrare video compromettenti con i propri smartphone. L’esibizione avviene in modo del tutto plateale, sfruttando principalmente la lingua inglese per catturare l’attenzione dei passanti attraverso espressioni accattivanti urlate a gran voce come «Prova anche tu» oppure «si vince sempre». Questa messinscena organizzata alla luce del sole induce i visitatori a ritenere erroneamente che si tratti di un intrattenimento lecito, folkloristico e autorizzato dal Comune. Le autorità competenti hanno registrato oltre duecento controlli dall’inizio dell’anno nel tentativo di estirpare questo fenomeno e salvaguardare il decoro urbano e l’immagine internazionale di Roma, gravemente compromessi da questi gruppi organizzati che deturpano la bellezza delle piazze.