Roma, scoperta al Casilino una casa adibita alla ricettazione di motocicli

18/05/2026

La periferia romana del Casilino è stata teatro di una singolare scoperta da parte delle forze dell’ordine, che si sono trovate di fronte a un vero e proprio mercato abusivo di ciclomotori all’interno di una civile abitazione. Un uomo di 60 anni, con diversi precedenti penali alle spalle, aveva infatti allestito un’attività illegale su larga scala basata sulla ricettazione e sullo smontaggio di motocicli sottratti in vari quartieri della città. La quantità di materiale accumulato nell’edificio era tale da costringere il ricettatore a ottimizzare ogni singolo spazio disponibile, al punto che gli agenti hanno rinvenuto uno scooter posizionato sul cavalletto persino all’interno del salotto, proprio accanto all’apparecchio televisivo, in attesa di essere ridotto in pezzi per il mercato dei ricambi usati.

L’operazione che ha portato alla luce questa centrale del riciclaggio è scattata nella mattinata di venerdì, intorno alle ore 10, grazie alla combinazione tra il monitoraggio del territorio da parte di una pattuglia della polizia e l’iniziativa di una giovane vittima di furto. Il ragazzo, a cui era stato sottratto il motorino durante la notte precedente, è riuscito a localizzare il proprio mezzo grazie al sistema di localizzazione Gps installato a bordo, seguendo le tracce fino a via Tenuta di Torrenova. Giunto sul posto, il giovane ha notato due individui intenti a manomettere il veicolo e ha immediatamente allertato il numero di emergenza. Gli agenti di polizia sono intervenuti nel giro di pochissimi minuti ma, al loro arrivo, la strada appariva inizialmente deserta e priva di sospetti da identificare.

Un controllo più approfondito dell’area ha però permesso ai poliziotti di notare una piccola abitazione sviluppata su un unico livello, caratterizzata da una finestrella infranta che dava accesso a un locale interrato. Utilizzando le torce per fare luce all’interno della cantina, gli operatori hanno scorto una decina di telai di motocicli, serbatoi e targhe accumulate, elementi che non lasciavano dubbi sulla natura illecita delle attività svolte in quel luogo. Decisi a fare chiarezza, gli investigatori hanno suonato al campanello della casa e, dopo qualche minuto di attesa, alla porta si è presentato il sessantenne con le mani visibilmente sporche di grasso meccanico. L’uomo ha tentato inizialmente di prendere tempo e di sviare i controlli, asserendo che non vi fosse alcuna necessità di ispezionare l’interno della struttura.

Davanti all’evidenza dei fatti e alla determinazione degli agenti, il romano ha dovuto cedere ammettendo le proprie responsabilità e confessando lo svolgimento dell’attività illecita legata ai ciclomotori rubati. La successiva perquisizione dell’immobile ha rivelato uno scenario sorprendente, con stanze interamente disseminate di componenti meccaniche, carenature e accessori. Oltre al recupero di più di dieci targhe risultate provento di furto, nel soggiorno è stato trovato un modello Honda Sh pronto per le operazioni di smontaggio. Il proprietario dello scooter dotato di Gps è potuto rientrare in possesso del proprio mezzo, mentre il sessantenne è stato condotto in commissariato e denunciato a piede libero per il reato di ricettazione, mentre l’intero stabile e il materiale presente sono stati posti sotto sequestro giudiziario.

Il presunto ricettatore si è mostrato collaborativo nel descrivere le modalità con cui gestiva il deposito e la rivendita dei pezzi di ricambio, ma ha scelto di mantenere il più assoluto silenzio sulla rete di complici che lo riforniva stabilmente di veicoli. Secondo le ipotesi degli inquirenti, l’uomo gestiva un giro d’affari molto ampio, remunerando i singoli ladri materiali in base al valore e al modello dei mezzi che venivano consegnati presso la sua abitazione. Attualmente le indagini della polizia si stanno concentrando proprio sulla ricostruzione della rete dei fornitori e dei complici, analizzando gli elementi informatici e cartacei rinvenuti nel casolare del Casilino. Gli agenti hanno infatti sequestrato il telefono cellulare dell’indagato, all’interno del quale sarebbero presenti diverse immagini di motocicli da sottrarre e messaggi con precise indicazioni logistiche.

M.M.

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