
Roma-Ranieri: è addio ufficiale. Ecco i motivi della frattura insanabile
Il legame profondo e apparentemente indissolubile tra Claudio Ranieri e la Roma è giunto a un capolinea improvviso quanto amaro. Le indiscrezioni delle ultime ore descrivono un clima di estrema tensione a Trigoria, dove la proprietà americana sta ultimando i dettagli per annunciare ufficialmente la fine del rapporto con quello che fino a poco tempo fa era considerato l’anima pulsante del club. La decisione dei Friedkin è maturata a seguito di una frattura che sembra ormai insanabile, originata non solo da divergenze strategiche ma da una vera e propria collisione verbale che ha scosso le fondamenta dello spogliatoio e dei quadri dirigenziali.
La scintilla che ha appiccato l’incendio risale allo scorso 16 aprile, quando Ranieri, nel suo ruolo di Senior Advisor, si era lasciato andare a dichiarazioni pesanti nei confronti dell’attuale allenatore Gian Piero Gasperini. In quell’occasione, l’ex tecnico testaccino aveva sottolineato come l’approdo dell’allenatore ex Atalanta sulla panchina giallorossa fosse stato un ripiego, figlio di una serie di rifiuti, affermando testualmente che «Tre allenatori prima di lui hanno detto di no alla Roma». Questa uscita pubblica non ha solo creato una spaccatura immediata con il tecnico capitolino, ma ha soprattutto infastidito la presidenza, che ha visto nel commento di Ranieri un attacco diretto alla propria capacità di programmazione e alla credibilità del progetto sportivo.
Dopo una serie di verifiche interne, la proprietà ha optato per la linea dura, valutando che il comportamento di Ranieri fosse incompatibile con il ruolo di consulente d’alto livello. Nonostante un contratto che lo legava alla società fino al 2027, i Friedkin hanno avviato le pratiche per una separazione che si spera possa essere consensuale. L’obiettivo della dirigenza è evitare uno scontro legale o mediatico che possa danneggiare ulteriormente l’immagine del club, cercando una risoluzione condivisa che possa garantire un addio dignitoso a una figura che ha comunque scritto pagine di storia della Roma.
Oltre alle esternazioni su Gasperini, sembrerebbero esserci stati altri motivi di attrito legati all’interpretazione del ruolo di Senior Advisor. Negli ultimi mesi, il 74enne romano avrebbe infatti allargato il proprio raggio d’azione a questioni che la proprietà considerava poco attinenti al suo incarico specifico. Questo eccesso di protagonismo, unito ai risultati della scorsa stagione dove la Champions League era sfuggita per un solo punto, ha convinto i vertici societari della necessità di un cambiamento radicale. Il terremoto coinvolgerà anche Ricky Massara, braccio destro di Ranieri, lasciando Gasperini come unico punto di riferimento tecnico per questo finale di stagione. Resta ora da capire come l’allenatore gestirà questa vittoria interna nel duello con il dirigente.
Nel frattempo, sul lato sportivo, arrivano buone notizie da Trigoria: per le 5 ultime partite che dovranno stabilire se la Roma riuscirà a partecipare nuovamente all’Europa League o addirittura, caso assai più complicato, alla prossima Champions League, Gasperini potrà contare nuovamente su Paulo Dybala, che ha smaltito il suo infortunio. Una freccia importante per l’attacco dei giallorossi, che nelle recenti uscite avevano dovuto fra esclusivamente appoggio su Malen.