
Lazio, la striscia positiva si ferma a Firenza. Ora testa alla Coppa Italia
La striscia di risultati positivi della formazione biancoceleste si ferma a quota 4 e la Lazio torna dalla trasferta di Firenze con una sconfitta che brucia, non tanto per la classifica quanto per le sensazioni di distrazione lasciate sul terreno di gioco. È apparsa evidente, per una parte consistente della gara, una sorta di assenza mentale di una squadra che sembra ormai proiettata esclusivamente verso l’appuntamento cruciale del 22 aprile contro l’Atalanta. Diventa quasi impossibile trovare le giuste motivazioni e la forza agonistica necessaria per dominare il campionato quando l’unico vero obiettivo rimasto per nobilitare una stagione difficile è la conquista della Coppa Italia. In questo clima di attesa per la semifinale, le uniche note liete riguardano i recuperi di Zaccagni e Basic, entrambi schierati titolari e poi sostituiti all’intervallo per gestire le energie, segnali incoraggianti in vista della battaglia di Bergamo.
Al di là del risultato deludente, la notte toscana ha offerto pochi spunti per sorridere, eccezion fatta per un Ratkov che inizia a mostrare segni di integrazione negli schemi della Serie A. Entrato per uno spezzone di partita, il giovane attaccante ha impegnato De Gea con un colpo di testa e ha mostrato movimenti interessanti sulla prima linea offensiva. Maurizio Sarri, tuttavia, ha analizzato la sconfitta con il consueto piglio polemico, definendo fortuito il gol subito e rivendicando il controllo del gioco per gran parte del match. Secondo il tecnico, la sconfitta è una punizione troppo severa rispetto a quanto visto sul campo, pur ammettendo la responsabilità di aver concesso troppe ripartenze agli avversari in campo aperto. Sulla cronica difficoltà della squadra a finalizzare le occasioni create, il Comandante è stato lapidario: «Il gol è stato fortuito. Fino a quel momento lì la partita è stata in mano a noi. Abbiamo la responsabilità di aver concesso qualche ripartenza di troppo a campo aperto, la sconfitta mi sembra un po’ troppo per quello che s’è visto. Creiamo ma non segniamo: se avessi la soluzione sarei al Real Madrid».
Le parole del tecnico ai microfoni di Dazn hanno poi toccato il tema caldissimo del suo futuro e della gestione del mercato. Sarri ha difeso con orgoglio il cammino della sua squadra, ricordando che solo sei formazioni hanno subito meno sconfitte della Lazio in questo torneo, ma non ha nascosto l’amarezza per un’annata che ha definito devastante e soffertissima. Il rapporto con la dirigenza resta il grande nodo da sciogliere alla fine della stagione, quando le parti si siederanno per fare chiarezza sui programmi e sulle ambizioni del club. Su questo fronte, Sarri ha lanciato messaggi sibillini parlando di un confronto necessario: «Per il mio futuro non sono poco preoccupato, per la Lazio vediamo: non so quali possano essere i programmi, la stagione è stata devastante, soffertissima. Vediamo cosa ha in mente la società e cosa avrò in mente io di conseguenza. Sono io che devo ascoltare loro, se dipendesse da me farei spendere sul mercato 700 o 800 milioni».
Il tecnico ha poi escluso un suo possibile approdo sulla panchina viola in futuro, ricordando il legame con la tifoseria fiorentina ma sottolineando che probabilmente non avrà mai la fortuna di allenarla. L’attenzione si è poi spostata sulla gestione dell’infermeria, con il caso Maldini che continua a preoccupare per la sua natura cronica. Ma è stato l’episodio del rigore non concesso su Noslin a scatenare la reazione più accesa del mister. Sarri ha riferito del colloquio avuto con l’arbitro Fabbri, contestando duramente l’incoerenza dei criteri arbitrali rispetto agli standard visti negli ultimi mesi. «Fabbri mi ha detto che all’inizio pensava non ci fosse proprio il contatto. Poi dopo averlo rivisto secondo lui era troppo lieve. Posso anche essere d’accordo su questo ragionamento però il metro di giudizio dell’ultimo anno è che questi sono stati sempre rigori concessi. Ognuno arbitra per i fatti propri», ha concluso amaramente il tecnico, lasciando intendere che la disparità di giudizio stia danneggiando la regolarità del gioco.
Ora la testa della Lazio deve necessariamente resettarsi per affrontare l’ultima parte di questo viaggio accidentato. La rincorsa all’Europa attraverso la coppa nazionale resta l’ultima spiaggia per salvare il bilancio complessivo, in attesa che il confronto finale tra allenatore e società scriva l’ultima parola su un ciclo che appare giunto a un bivio decisivo. I tifosi restano in attesa, sperando che la determinazione mostrata a parole da Sarri si trasformi in quella ferocia agonistica necessaria per espugnare Bergamo e regalarsi un finale di stagione degno delle aspettative iniziali della piazza biancoceleste.