
Malen fa tripletta, ma sono nervi tesi tra Ranieri e Gasperini
La Roma riparte di slancio e lo fa aggrappandosi a un Donyell Malen in versione marziana, capace di annichilire il Pisa con tre perle d’autore che profumano di alta classifica. Eppure, mentre i sostenitori giallorossi si godono i tre punti che permettono di agganciare la Juventus al quinto posto e restare a un solo punto di distanza dal Como, l’aria che si respira tra Trigoria e gli uffici della presidenza è tutt’altro che serena. Dietro il sipario dei gol si sta consumando uno scontro frontale che rischia di far saltare ogni equilibrio, un duello a distanza tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini che mette a nudo una frattura societaria profonda. Il successo sul campo, indirizzato già dopo tre minuti dalla bomba dell’olandese, sembra quasi passare in secondo piano rispetto alla tempesta dialettica che vede coinvolti l’advisor e il tecnico.
Ranieri, nel suo ruolo di garante e consigliere dei Friedkin, ha deciso di abbandonare la consueta diplomazia per presentare il conto all’allenatore di Grugliasco. Le dichiarazioni rilasciate nel post-partita suonano come un atto d’accusa verso una narrazione, quella di Gasperini, considerata parziale o addirittura fallace. L’advisor ha voluto ribadire con forza che ogni scelta di mercato è stata figlia di una visione comune, smentendo le lamentele sulla rosa troppo giovane o inadeguata. Ranieri è stato categorico: «Tutti i giocatori arrivati sono stati però visionati e approvati sia da me che da lui. Vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche gli altri. Troppo facile dire solo Malen e Wesley, abbiamo preso anche Ferguson». Si tratta di una difesa d’ufficio dell’operato societario che non ammette repliche, sottolineando come anche il tempo perso per inseguire il sogno Sancho sia stato un rischio calcolato e condiviso da tutte le componenti.
Ma il punto di rottura più evidente riguarda la stima reciproca e la genesi del rapporto professionale. Ranieri ha infatti rivelato retroscena che suonano come una svalutazione del ruolo di Gasperini, spiegando come il tecnico non fosse affatto la prima scelta del club dopo il corteggiamento a profili come Fabregas, Pioli o Farioli. Le sue parole sono state una doccia fredda per l’ambiente: «Avevamo stilato una lista di 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici». Questa puntualizzazione certifica una frattura che sembra ormai irrimediabile, culminata in un vero e proprio aut aut sul futuro. Ranieri ha infatti lasciato intendere di essere pronto a farsi da parte qualora la situazione non dovesse migliorare: «Se mi piacerà continuare in questo ruolo continuerò, altrimenti no. Non sto a fare il garante di nessuno, io amo la Roma. Come mi sono fatto da parte da allenatore, così potrò fare da senior advisor».
Sul prato verde, nel frattempo, la squadra segue la sua stella polare olandese. Malen è stato letale, spingendo in rete palloni lavorati da un Pellegrini sfortunato per l’infortunio e da un Soulé sempre più ispirato. Nonostante qualche sbavatura difensiva di Ndicka e Ghilardi, prontamente corretta dalle parate di uno Svilar in versione vecchia guardia, la Roma ha gestito la gara con autorità. Gasperini, dal canto suo, ha risposto alle critiche con le scelte di campo, preferendo ancora una volta la sostanza di Cristante alla freschezza di El Aynaoui e tenendo in campo il suo bomber fino all’ultimo per sigillare il risultato. Nel post-gara, il tecnico ha cercato di smorzare i toni con una serie di dribbling verbali, pur non rinunciando a difendere la sua posizione sulle necessità del mercato estivo. «Ho lasciato libera scelta per quanto riguarda i giocatori che non conoscevo, ho indicato solo due giocatori importanti e ne è arrivato uno», ha replicato il mister, ammettendo che il dialogo con Ranieri dovrà necessariamente riprendere. La rincorsa alla Champions League continua, ma il vero match decisivo si giocherà nelle prossime settimane dentro le mura di Trigoria.