
E’ un finale di stagione turbolento in casa Roma
Il finale di stagione della Roma si preannuncia come un lungo sentiero tortuoso, segnato da una tensione interna che sembra aver superato i livelli di guardia. Con 8 partite ancora da giocare e 3 punti di distacco da recuperare nei confronti del Como e della Juventus, i giallorossi si trovano a rincorrere non solo un piazzamento europeo, ma anche una stabilità interna che appare ormai svanita. Il momento di rottura psicologica è coinciso con il gol di Gatti, una rete che ha spezzato l’incantesimo di una squadra che, nonostante le assenze e le difficoltà strutturali, sembrava lanciata verso il quarto posto. Questo obiettivo, tanto caro a Gasperini, è diventato il centro di una disputa feroce tra il tecnico e una parte della dirigenza, portando a galla divergenze profonde che le recenti sessioni di mercato hanno solo contribuito ad alimentare.
Al centro della contesa c’è la gestione tecnica della rosa e le scelte fatte dagli uomini mercato. Il tecnico non ha mai nascosto il suo disappunto per alcuni acquisti che non considerava funzionali al suo gioco. In particolare, l’arrivo di Vaz, presentato come un’opportunità irrinunciabile da 20 milioni di euro, sarebbe stato vissuto dall’allenatore come un ostacolo piuttosto che come un rinforzo. Secondo indiscrezioni vicine a Trigoria, il pensiero del mister sarebbe stato molto chiaro: «Vaz è stato l’acquisto della discordia, un calciatore che in quel momento non rappresentava una priorità assoluta come lo sarebbe stato invece un rinforzo sulla fascia sinistra». Questa divergenza di vedute si sarebbe estesa anche ad altri nomi, come Zaragoza e il giovane Venturino, quest’ultimo considerato ancora acerbo per le ambizioni immediate del club. La provocazione tattica di domenica scorsa, con l’inserimento del 17enne Arena in un tridente giovanissimo, ha confermato il desiderio di Gasperini di lanciare segnali forti alla società, lasciando intendere che le risorse a sua disposizione non siano all’altezza della sfida Champions.
I rapporti tra il tecnico e il binomio composto da Massara e Ranieri sono ormai ai minimi termini. Massara viene percepito come l’uomo della società, strettamente legato a Ranieri, creando un blocco unico con cui Gasperini non riesce più a dialogare con fluidità. La proprietà americana, rappresentata dai Friedkin, osserva la situazione con un misto di imbarazzo e preoccupazione. Sebbene continuino a stimare l’allenatore, i proprietari chiedono un cambio di rotta comunicativo per evitare di danneggiare il brand. La richiesta giunta ai piani alti del ministero tecnico è stata perentoria: «È necessario abbassare i toni durante le interviste e nei post partita, cercando di rendere i rapporti tra le diverse componenti del club più fluidi per il bene superiore della squadra». Tuttavia, Gasperini ha risposto a queste pressioni con il silenzio, evitando le telecamere, ma facendo sentire la sua voce con toni molto accesi all’interno dello spogliatoio.
Il futuro della cosiddetta triade appare dunque appeso a un filo. È difficile immaginare che nella prossima stagione Gasperini, Massara e Ranieri possano ancora convivere sotto lo stesso tetto, specialmente dopo che l’incontro di venerdì scorso si è rivelato inconcludente a causa della brevità della discussione e dell’assenza di Dan Friedkin. La proprietà ha già dimostrato in passato di non avere timori reverenziali verso i grandi nomi, avendo allontanato figure del calibro di Mourinho e De Rossi. Se la convivenza diventerà insostenibile, saranno i singoli a dover prendere una decisione definitiva sul proprio cammino. Le ultime 8 giornate non serviranno solo a decidere il piazzamento in classifica, ma determineranno quale delle tessere di questo domino sarà la prima a cadere, ridisegnando completamente l’assetto della Roma per il prossimo anno.