Dieta mediterranea e vino rosso: un toccasana per il cuore

11/03/2026

La dieta mediterranea rappresenta da decenni un modello alimentare d’eccellenza, capace di favorire una riduzione significativa dell’incidenza di patologie cardiovascolari rispetto ad altri regimi alimentari presi come riferimento in numerosi studi clinici. Tra i pilastri che definiscono questo stile di vita, un ruolo di particolare interesse è svolto dal consumo moderato di bevande alcoliche, con una netta preferenza per il vino rosso. Secondo le evidenze scientifiche più recenti, sorseggiare vino in quantità misurate sembrerebbe in grado di attenuare il rischio di sviluppare gravi disturbi al cuore e ai vasi sanguigni, agendo in sinergia con gli altri alimenti sani tipici dell’area del Mediterraneo. Un recente numero della prestigiosa rivista European Heart Journal ha ospitato un importante contributo di Miguel A. Martinez-Gonzales e dei suoi collaboratori presso il Dipartimento di Medicina Preventiva e Salute Pubblica dell’Università di Navarra, in Spagna. Lo studio ha mirato a valutare con precisione l’associazione tra l’aderenza costante alla dieta mediterranea, accompagnata o meno da un consumo controllato di vino, e il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari maggiori come l’infarto o l’ictus, oltre alla mortalità per tutte le cause.

La ricerca ha coinvolto una platea molto vasta, superando i 7.400 partecipanti di età compresa tra i 55 e gli 80 anni. Si trattava di soggetti classificati come ad alto rischio, sebbene privi di patologie cardiache conclamate all’inizio delle osservazioni. Parallelamente, gli studiosi hanno monitorato un secondo gruppo composto da individui più giovani, sotto i 40 anni, seguiti con costanza per un arco temporale di circa 22 anni per comprendere gli effetti a lungo termine di tali abitudini. Il regime alimentare proposto ai partecipanti prevedeva l’impiego quotidiano esclusivo di olio d’oliva, la preferenza per le carni bianche a discapito di quelle rosse, un elevato consumo di vegetali con almeno due porzioni al giorno, oltre a frutta e legumi per tre porzioni quotidiane e pesce tre volte a settimana. Un elemento cardine del protocollo era rappresentato dalla somministrazione misurata di uno o due bicchieri di vino al giorno.

Per quanto riguarda i risultati ottenuti attraverso i periodici questionari di aderenza, i dati emersi sono stati di grande rilievo per la medicina preventiva. Escludendo la variabile del vino, coloro che seguivano fedelmente la dieta mediterranea mostravano una riduzione del rischio cardiovascolare del 16% dopo quasi cinque anni di osservazione. Tuttavia, se nel regime alimentare veniva incluso anche il consumo moderato di vino, la protezione per il cuore appariva molto più marcata, superando di gran lunga le aspettative iniziali. I ricercatori hanno infatti confermato che «se nella dieta si comprendeva anche la somministrazione moderata di vino la riduzione del rischio cardiaco era molto più alta, arrivando infatti al 45%» rispetto ai gruppi di controllo. Un impatto simile è stato riscontrato sulla mortalità generale: la diminuzione del rischio era del 23% senza vino, salendo al 33% con l’aggiunta di una dose controllata.

Gli esperti hanno però chiarito che nelle analisi dedicate alla relazione dose-risposta non è stata riscontrata alcuna protezione aggiuntiva nel caso in cui i soggetti assumessero quantità eccessive. Al contrario, lo studio sottolinea che «non si è riscontrata alcuna riduzione del rischio cardiaco o di mortalità se i soggetti assumevano una quantità di vino superiore ai tre bicchieri al giorno», segnale che oltre una certa soglia il beneficio svanisce completamente. Nel gruppo dei soggetti più giovani non è stata rilevata una chiara associazione tra dieta, vino e malattie del sistema circolatorio, probabilmente proprio a causa della giovane età dei partecipanti che li rende meno esposti nel breve periodo a tali eventi, sebbene sia stata notata una lieve riduzione della mortalità tra chi consumava alcol con moderazione. In conclusione, l’integrazione misurata del vino nella dieta mediterranea sembra potenziare i benefici per la longevità e la salute cardiaca. I meccanismi biochimici alla base di questo fenomeno risiederebbero nella capacità del vino di innalzare il colesterolo buono riducendo quello cattivo, oltre a esercitare funzioni antinfiammatorie e antiossidanti, migliorando infine la funzione dell’endotelio e la risposta insulinica.

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