
La Lazio torna a vincere, Sarri chiede al club di ricucire coi tifosi
La Lazio ritrova il gusto della vittoria dopo un digiuno durato oltre un mese, precisamente dal successo contro il Genoa del 30 gennaio scorso, e lo fa riproponendo un copione ormai consolidato in questa stagione: la zampata decisiva in pieno recupero. Se in quell’occasione era stato Danilo Cataldi a trasformare un calcio di rigore, stavolta è toccato ad Adam Marusic vestire i panni dell’eroe di giornata. Questo successo è la testimonianza di una squadra ancora viva, capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo con una ferocia agonistica che trova conferma nei numeri statistici, dato che la truppa di Maurizio Sarri è quella che ha segnato il maggior numero di reti in Serie A negli ultimi quindici minuti di gioco. A differenza di quanto accaduto troppo spesso nell’ultimo periodo, stavolta agli avversari non è rimasto il tempo materiale per imbastire una reazione e rimettere il punteggio in parità.
L’allenatore toscano, visibilmente sollevato ma come sempre lucido nell’analisi, ha commentato la prestazione dei suoi sottolineando la legittimità del risultato ottenuto: «L’abbiamo vinta in extremis ma è stata meritata, abbiamo avuto un ottimo atteggiamento. Ogni tanto possiamo sbagliare la partita, ma quello è sempre stato positivo». Tuttavia, la serata di festa ha lasciato in dote anche notizie poco confortanti dal punto di vista dell’infermeria, con gli infortuni occorsi a Cataldi e Romagnoli che complicano i piani in vista del prossimo impegno contro il Milan. A Formello si continua a lavorare in una perenne situazione di emergenza e lo stesso tecnico ha cercato di fare chiarezza sulle condizioni dei due pilastri: «Danilo ha avuto un indurimento al polpaccio, dobbiamo verificare la causa. Stesso problema per Alessio, anche se in questo caso è dovuto ad una botta presa nella gara contro l’Atalanta. Aveva un ematoma che era rientrato, ma una minima parte c’era».
La conferenza post-partita è stata anche l’occasione per le consuete stoccate rivolte alla gestione societaria. Sarri ha commentato positivamente il debutto del giovane portiere Motta, arrivato dalla Reggiana per sostituire Mandas: «ha fatto una buona partita, una sola incertezza in 90’, deve fare esperienza per essere un top». Ma è stato il retroscena sulla partenza dell’estremo difensore greco a gelare l’ambiente, con il tecnico che ha rivelato senza giri di parole: «Io ero completamente in disaccordo con la società sulla cessione». Parole pesanti che si aggiungono al malessere per un Olimpico desolatamente vuoto a causa della protesta della tifoseria. Sarri ha lanciato un appello accorato affinché il club intervenga per ricucire lo strappo: «Penso sia arrivato il momento, da parte del club, di fare qualcosa. Cosa? Non lo so, non ho mai fatto il dirigente, loro hanno più esperienza di me e quindi sanno dove intervenire. Ma per noi i tifosi sono fondamentali. Così è davvero avvilente. Penso comunque che la società stia pensando a qualche iniziativa. Senza il nostro popolo non so più perché sono rimasto a giugno».
Il futuro del tecnico rimane dunque un’incognita che verrà sciolta solo a ridosso dell’estate attraverso una riunione programmata con la dirigenza, con l’obiettivo di capire se ci sia la reale volontà di rinforzare la squadra per renderla all’altezza della storia biancoceleste. Nel frattempo, i protagonisti in campo cercano di isolarsi dalle polemiche. Marusic, premiato come migliore in campo, ha rigettato con forza ogni discorso legato alla lotta per non retrocedere dichiarando che «Salvezza? Non ne abbiamo mai parlato dentro lo spogliatoio. Siamo la Lazio», mentre Isaksen ha spronato i compagni a non abbassare la guardia in un campionato dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo.