
Roma-Juventus, il rammarico di Gasperini per l’occasione persa
Un pareggio che lascia l’amaro in bocca. Dopo aver carezzato l’idea di una vittoria, che avrebbe allontanato una diretta rivale per la zona Champions, i due goal subiti nel giro di pochi minuti hanno provocato rabbia nell’ambiente giallorosso. Soprattutto l’aver regalato ai bianconeri la punizione in zona pericolosa negli ultimi istanti della partita ha mostrato quella disattenzione e superficialità che ha impedito alla squadra già in altre occasioni di ottenere il bottino pieno. L’analisi di Gasperini nel post-partita ai microfoni di Dazn non ha lasciato spazio a troppi giri di parole, puntando il dito su quell’istante di blackout collettivo che ha permesso alla Juventus di raddrizzare una serata complicata grazie all’intervento di Gatti. Secondo l’allenatore, la squadra ha pagato a caro prezzo una mancanza di reattività in una delle fasi più delicate del match.
«Sul gol di Gatti siamo stati passivi, fermi. Nei finali Inter, Napoli e Milan riescono a raddrizzare le partite buttando gente molto abile sulle palle inattive e sul gioco aereo, mentre noi potevamo fare meglio. Questa punizione andava aggredita», ha spiegato Gasperini, evidenziando una sorta di timidezza difensiva che ha fatto la differenza. Il confronto con le altre big del campionato serve a ricordare quanto i dettagli, specialmente sulle palle inattive, pesino nell’economia di una stagione così serrata. Nonostante la delusione per il pareggio, il tecnico ha comunque voluto difendere alcune scelte tattiche, come quella di abbassare il baricentro per colpire in contropiede sfruttando le caratteristiche dei propri attaccanti.
La strategia sembrava aver pagato quando Malen è riuscito a infilare la difesa bianconera, un momento che aveva illuso i tifosi capitolini di poter chiudere la pratica. «Ci può stare nel finale di abbassarsi per sfruttare le velocità e le ripartenze come in occasione del gol di Malen. Quando hai un giocatore come lui ti può abbassare un po’ per sfruttare gli spazi. Però dovevamo essere più fisici, l’uscita di Cristante ci ha tolto qualcosa sul gioco aereo. Non siamo stati bravi, abbiamo preso 3 gol simili su palle gettate in area. Sul primo Conceiçao ha fatto un gol straordinario, sugli altri due siamo stati passivi. Andare a +7 sulla Juve sarebbe stato un grande passo avanti, ma siamo ancora lì per la lotta Champions. Usciamo da una partita straordinaria, non ci deve abbattere ma darci forza».
Il riferimento all’uscita di Cristante non è casuale, poiché la sua assenza nel finale ha privato la Roma di un baluardo fondamentale nei duelli aerei, proprio quando la Juventus ha iniziato a lanciare palloni lunghi in area cercando la disperata rimonta. La passività denunciata dal tecnico è un tema che tornerà sicuramente nelle prossime sessioni di allenamento, ma l’umore generale non deve essere quello di una squadra sconfitta. Gasperini ha infatti mostrato il suo lato più resiliente anche durante la conferenza stampa, cercando di spostare l’attenzione sulla qualità complessiva della prestazione fornita dai suoi ragazzi contro una delle corazzate del torneo.
Alla domanda se considerasse il risultato come un’occasione persa, il mister ha risposto con la consueta lucidità filosofica. «Bicchiere mezzo vuoto? Per il gol preso alla fine sì, ma io guardo il bicchiere mezzo pieno. Il rammarico è grande ma la prestazione è stata superlativa. Faccio fatica a caricarmi di energia negativa. Loro hanno esultato come avessero vinto, ma noi non dobbiamo andare in depressione. Bisogna giocarsela fino alle fine, il pareggio prima della partita sarebbe stato un buon risultato», ha concluso, lanciando un messaggio di sfida e speranza per il prosieguo del cammino europeo. La lotta per la Champions League resta aperta e vibrante e questa serata all’Olimpico, pur con la sua beffa finale, ha confermato che la Roma ha tutte le carte in regola per restare protagonista fino alla fine.