
Fa discutere il balzello per le auto elettriche nella ZTL, ma la Giunta tira dritto
Continua a far discutere la decisione della Giunta Gualtieri di introdurre una tassa da 1000 euro per consentire alle auto elettriche di accedere alla ZTL. L’assessore alla mobilità Eugenio Patané è fermamente convinto che questa sia l’unica strada percorribile per trasformare la zona protetta dall’Unesco in un’area finalmente vivibile, sottraendola all’assedio di ruote e clacson che oggi la caratterizza. Secondo il responsabile della giunta Gualtieri, la stretta sulle auto green è un atto necessario: «È ovvio che come tutte le scelte può non piacere a una parte della città». E oltre al balzello per le vetture a batteria, il provvedimento cancella l’esenzione dal pagamento delle strisce blu per le auto mild hybrid.
Patané non mostra segni di incertezza e confida nel fatto che «I romani capiranno». In un recente vertice di maggioranza, convocato per placare i dubbi di alcuni consiglieri sorpresi dalla notizia, l’assessore ha spiegato con chiarezza che la struttura urbana della città non è più in grado di reggere i flussi attuali. «Ci sono troppe auto e l’Ansa barocca non è stata concepita per quel flusso così significativo di auto», illustrando come il numero di veicoli elettrici sia esploso in pochi anni, passando dai 21mila del 2021 ai 75mila attuali. Che però sono una goccia rispetto all’1,75 milioni di auto circolanti nella Capitale, il che rende la spiegazione un po’ traballante.
I dati esposti dipingono una situazione di sofferenza strutturale: ogni giorno nel cuore di Roma entrano mediamente 50mila veicoli, a fronte di una capacità massima di sopportazione stimata in circa 20mila unità. Questa eccedenza trasforma arterie storiche come via del Tritone, largo Magnanapoli e via Quattro Novembre in imbuti impraticabili durante le ore di punta. Ed anche trovare parcheggio è un’impresa.
Quella che molti definiscono una ZTL colabrodo viene ora affrontata con una serie di dighe normative. Oltre alla tassa sulle elettriche, entro giugno entreranno in funzione i varchi in uscita per sanzionare chi elude i controlli, e si è già proceduto al ritiro di 20mila permessi per disabili non più validi. L’assessore ha chiarito la logica di equità dietro la tariffazione dei permessi: «Quest’anno saremmo arrivati a 100mila permessi Ztl. Non è possibile». Per Patané si tratta di un atto di proporzionalità: «Un artigiano che ha un’auto a benzina inquina e congestiona il traffico, perciò paga 2mila euro l’anno. L’auto elettrica non inquina ma congestiona, quindi paga la metà esatta: mille euro. Il mio è un atto proporzionato e attento». E tanti saluti alla campagna propagandistica per le auto green a cui abbiamo assistito negli ultimi anni: chi ha comprato elettrico rischia di aver speso una cifra importante, senza poter usufruire dei benefici promessi.
Mentre le associazioni ambientaliste e l’Aci accolgono con favore questo strumento di regolazione dello spazio pubblico, il mondo del commercio, del turismo e della filiera automobilistica manifesta una profonda delusione. Francesco Naso di Motus-E ha definito incomprensibile questa marcia indietro, ricordando che le auto elettriche rappresentano ancora una minima parte del circolante. Anche l’opposizione politica è passata all’attacco, con Fratelli d’Italia e Lega che parlano di misure vessatorie e di cittadini traditi dopo essere stati spinti a investire in tecnologie di ultima generazione. Nonostante le critiche e le richieste di confronto da parte di forze come Azione, la Giunta sembra intenzionata a proseguire, convinta che la tutela del patrimonio storico richieda sacrifici anche a chi ha scelto di guidare elettrico. Ma soprattutto convinta che il nuovo balzello porterà ulteriore ossigeno alle casse comunali.