
Roma, raid vandalico al liceo Righi: scuola chiusa e danni per 12mila euro
Porte distrutte, finestre in frantumi e il contenuto degli estintori sparso ovunque, a coprire banchi e pavimenti. È questo lo scenario desolante che si è presentato agli occhi del personale della sede succursale del liceo Righi di Roma, situata nella raffinata via Boncompagni. Quello che doveva essere un tranquillo lunedì mattina di lezioni si è trasformato in un momento di profondo sconcerto per una delle eccellenze scolastiche della Capitale, stabilmente al primo posto nella classifica Eduscopio per l’indirizzo scientifico. L’incursione notturna, avvenuta probabilmente nel cuore del fine settimana, ha lasciato ferite profonde non solo negli arredi ma anche nel clima sociale dell’istituto, colpendo il cuore pulsante di un luogo dedicato alla crescita e all’apprendimento.
Sulle pareti esterne della scuola, in un contrasto stridente con l’eleganza architettonica della zona circostante, sono apparse scritte accompagnate da svastiche e da messaggi che rivendicavano il possesso dello spazio scolastico da parte di gruppi politici radicali. All’interno, la situazione non è apparsa meno grave: i vandali hanno colpito duramente gli infissi delle aule, la palestra e persino la centralina elettrica, rendendo l’intera struttura temporaneamente inagibile per centinaia di studenti. Mentre all’esterno il messaggio era inequivocabile, all’interno sono state rinvenute anche scritte riconducibili all’area dell’autonomia operaia, sebbene rimanga da accertare se queste fossero già presenti prima del blitz notturno.
Il bilancio economico dell’accaduto è decisamente pesante. Secondo le prime stime dei tecnici di Città Metropolitana, l’ente responsabile degli edifici delle scuole superiori romane, i danni ammonterebbero a circa dodicimila euro. Questa cifra, già di per sé significativa, potrebbe lievitare qualora la polvere chimica sprigionata dagli estintori avesse compromesso i circuiti interni dei computer nelle aule speciali e negli uffici. Le lezioni e tutte le attività pomeridiane sono state immediatamente sospese per permettere le necessarie operazioni di ripristino, pulizia e sanificazione degli ambienti. Il dirigente scolastico, Giovanni Cogliandro, ha sottolineato l’urgenza di una ripartenza rapida e sicura: «La scuola deve tornare ad essere in condizioni di sicurezza», ha dichiarato, spiegando che saranno necessari nuovi presidi antincendio prima di riaccogliere gli alunni. L’auspicio della direzione è quello di poter riaprire i cancelli mercoledì mattina, contando sulla celerità degli interventi tecnici.
Anche le istituzioni hanno espresso una ferma condanna nei confronti dell’accaduto. Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica, ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel rendere gli istituti cittadini più sicuri, definendo intollerabili simili episodi di violenza gratuita. Sul fronte politico, il Movimento 5 Stelle ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, chiedendo interventi mirati per tutelare la sicurezza degli studenti e la dignità degli edifici scolastici.
Oltre ai vetri rotti e agli armadi svuotati, a pesare è soprattutto l’atmosfera di intolleranza che circonda queste incursioni. Il preside Cogliandro ha manifestato grande preoccupazione per l’inasprimento del clima generale, sottolineando come in questo modo la scuola venga brutalizzata e privata della sua funzione educativa originaria. Del resto, non è la prima volta che il liceo Righi finisce nel mirino: già lo scorso novembre, durante una fase di occupazione nella sede centrale, si erano verificati tentativi di intrusione violenta da parte di soggetti esterni mascherati, riconducibili a gruppi di estrema destra. Questi precedenti suggeriscono la presenza di una tensione latente che minaccia la serenità del percorso formativo di studenti e docenti.
M.M.