
RomaOstia Half Marathon: la 51esima edizione con il record di runner stranieri
La RomaOstia Half Marathon si appresta a scrivere una nuova pagina della sua gloriosa storia, confermandosi come uno degli appuntamenti podistici più sentiti e partecipati del panorama internazionale. Giunta alla sua cinquantunesima edizione, la corsa non ha perso lo smalto degli esordi, mantenendo intatta quella voglia di unire idealmente il cuore monumentale della capitale con la brezza del litorale. L’appuntamento per migliaia di appassionati è fissato per domenica 1° marzo 2026, una data che trasformerà via Cristoforo Colombo in un fiume colorato di corridori pronti a sfidare il cronometro o semplicemente a godersi l’emozione di una delle mezze maratone più veloci e spettacolari d’Europa. Presentata ufficialmente nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio, la manifestazione celebra oltre mezzo secolo di successi, nati nel lontano 1974 da un’intuizione di Luciano Duchi e portati avanti con dedizione dalla famiglia della Gsb Run-RomaOstia.
Il fascino di questa gara risiede nel suo percorso iconico di 21 chilometri e 97 metri, che prende il via all’Eur, proprio all’ombra del Palazzo dello Sport, per poi lanciarsi lungo i grandi viali del quartiere e imboccare la lunga striscia d’asfalto che conduce fino alla Rotonda di Ostia. È un tracciato che permette ai professionisti di cercare il record personale e agli amatori di vivere un’esperienza collettiva unica, sostenuti dagli applausi di una città che partecipa sempre più numerosa dai bordi delle strade. A un mese dallo sparo d’inizio, i numeri confermano il successo dell’iniziativa con già oltre 11mila iscritti e la concreta prospettiva di superare la quota di 15mila partecipanti totali. Non si tratta solo di quantità, ma di una qualità che riflette i cambiamenti della società: negli ultimi tre anni la quota di stranieri è balzata dal 20 al 43%, segnale inequivocabile di come Roma sia diventata una destinazione d’elezione per il turismo sportivo globale.
Anche la demografia dei runner sta cambiando, con una presenza femminile che raggiunge ormai il trentacinque per cento del totale e una crescita significativa della fascia d’età compresa tra i ventitré e i trentaquattro anni. Questo ringiovanimento della manifestazione dimostra come la passione per il running sappia rinnovarsi, coinvolgendo nuove generazioni in un rito che va oltre la semplice competizione atletica. Durante la presentazione, il sindaco Roberto Gualtieri ha evidenziato il valore simbolico e promozionale dell’evento: «È uno dei primi grandi eventi sportivi dell’anno per la Capitale, amatissimo dai turisti e una vetrina eccezionale per il nostro litorale. Sarà, come sempre, una festa oltre che una gara straordinaria su un percorso unico che racconta il rapporto tra Roma e il suo mare». È una visione che inquadra la corsa come un motore per l’immagine internazionale della città, capace di raccontare un territorio che sa integrare sport e bellezza paesaggistica.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi e allo sport, che ha sottolineato l’impatto turistico della mezza maratona: «La RomaOstia è tra le mezze maratone più importanti d’Europa. Abbiamo lavorato per renderla sempre più attrattiva all’estero e i numeri ci danno ragione. Sono felice che tanti runner scopriranno il nostro lungomare. Ringrazio Luciano Duchi e la sua famiglia sportiva per aver alzato il livello della manifestazione e il Gemelli per l’impegno sulla prevenzione: il binomio sport e salute è vincente». Il riferimento al Policlinico Gemelli non è casuale, poiché anche per questa edizione è stato rinnovato il protocollo di collaborazione con il professor Landi per promuovere corretti stili di vita. La RomaOstia si conferma dunque un evento trasversale, dove il benessere fisico e la prevenzione medica camminano, anzi corrono, di pari passo con l’agonismo.
In definitiva, la cinquantunesima edizione della RomaOstia si preannuncia come un momento di grande aggregazione sociale, dove il confine tra chi corre e chi guarda si annulla in un applauso collettivo lungo ventuno chilometri. È la testimonianza di una capitale che non si ferma, che accoglie atleti da tutto il mondo e che valorizza il proprio mare non solo come meta estiva, ma come traguardo di un impegno sportivo che dura tutto l’anno.