
A Roma suona L’OraZero: al via il tour con sei date al Palazzo dello Sport
Il consueto conto alla rovescia dei Sorcini sta per risuonare ancora una volta tra le mura del Palazzo dello Sport di Roma, segnando l’inizio di un nuovo capitolo per uno degli artisti più amati della musica italiana. Sabato sera, 24 gennaio, scatta ufficialmente l’ora di Renato Zero, che torna ad abbracciare il suo popolo proprio nella città che lo ha visto nascere e dove, circa un anno e mezzo fa, aveva concluso la sua precedente avventura live. Il debutto romano tiene a battesimo L’OraZero in tour, una serie di concerti legata all’ultimo progetto discografico rilasciato lo scorso ottobre, che promette di mescolare la profondità dei nuovi testi con l’energia dei classici intramontabili. Renato Fiacchini, che ha spento 75 candeline lo scorso settembre, dimostra di non avere alcuna intenzione di abbandonare le scene, confermando una vitalità artistica che sfida il tempo e le tendenze del momento.
Il calendario nella Capitale è fitto e prevede ben 6 appuntamenti: dopo la prima di sabato 24, l’artista si esibirà domenica 25, per poi tornare sul palco mercoledì 28, giovedì 29, sabato 31 gennaio e infine domenica 1° febbraio. La risposta del pubblico è stata, come prevedibile, massiccia, lasciando a disposizione solo pochissimi tagliandi per le ultime date. Quella per Zero non è solo una passione musicale, ma una vera e propria forma di devozione che si manifesta in una platea coloratissima, dove sosia, imitatori e fan di ogni età sfoggiano paillettes e cappelli a bombetta. Davanti a questa ondata di affetto, il cantautore commenta con la consueta ironia: «Ho tanti sosia, ma l’originale vince sempre». Mentre molti suoi colleghi scelgono la strada dei tour d’addio, lui tira dritto con una determinazione incrollabile, dichiarando con forza: «Ho ancora voglia di cantare».
Dopo la parentesi romana, la carovana di L’OraZero attraverserà l’Italia con altre 24 tappe distribuite in soli due mesi, toccando città come Firenze, Torino, Bologna e Bari. In scaletta, i brani dell’ultimo album si alterneranno a pietre miliari come Il cielo e I migliori anni della nostra vita, offrendo un viaggio nel cosiddetto “zeropensiero” tra inni all’inclusione e riflessioni sulle proprie radici. Proprio il legame con il passato emerge prepotente nel brano Aspettando l’alba, dove l’artista canta: «Ero solo impavido guerriero / per difendermi da quel futuro / fame avevo io, di conoscermi / sapere di me coraggio, forza e limiti». È un richiamo diretto agli esordi al Piper di via Tagliamento, il locale che ha forgiato il mito di quel ragazzo della Montagnola capace di trasformarsi in un’icona nazionale.
Oltre all’aspetto puramente musicale, lo spettacolo si preannuncia come un momento di forte impegno civile. Da tempo Zero si è fatto megafono di chi non ha voce, scagliandosi contro le ipocrisie della società, della politica e della religione. In questa nuova fase della sua carriera, l’artista sembra però cercare una dimensione più essenziale, quasi scarna rispetto ai fasti del passato. Egli stesso ha spiegato questo cambiamento di prospettiva sottolineando che «In passato i miei costumi hanno talmente occupato uno spazio epocale forte che oggi francamente una certa nudità nei miei confronti quasi la esigo. Non è sempre detto che la ricchezza di costumi e scenografie sia più potente di un artista da solo sul palco». Non manca infine un appello diretto alla partecipazione attiva, un invito a non restare spettatori passivi della propria esistenza, poiché, come ribadito dal Re dei Sorcini, «Ho invitato il mio pubblico a scendere in piazza e non rimanere tra le quattro mura a piangersi addosso».