
Nuovo stadio della Roma, posa della prima pietra nel 2027
Il progetto per la costruzione del nuovo stadio della Roma nel quadrante di Pietralata si presenta come un’opera monumentale, definita da numeri che ne delineano l’impatto economico e sociale sulla capitale. Secondo i documenti depositati in Campidoglio lo scorso dicembre, l’impianto potrà ospitare complessivamente 60.605 spettatori, richiedendo un periodo di costruzione stimato in trentasette mesi e un fabbisogno finanziario che tocca il miliardo e 377,4 milioni di euro. Oltre alla struttura sportiva, il piano prevede la creazione di due parchi per una superficie totale di quasi 120 metri quadri, migliaia di parcheggi e tre ponti ciclopedonali, con un indotto complessivo per la città che dovrebbe superare i 3,3 miliardi di euro.
Entrando nel dettaglio del Piano economico finanziario asseverato, emerge come la spesa di oltre 1,3 miliardi serva a coprire ogni aspetto dell’intervento. Lo stadio vero e proprio richiederà un investimento di 633 milioni di euro, mentre cifre significative sono destinate alle opere accessorie: oltre 27 milioni per le aree verdi, circa 50 milioni per i parcheggi, 12 milioni per le passerelle e 2 milioni per l’adeguamento della fermata Quintiliani della metropolitana. Già nella fase preliminare, i Friedkin hanno investito oltre 32 milioni di euro tra il 2021 e il 2025. La copertura finanziaria sarà garantita per 600 milioni da un mutuo bancario «da erogare durante il periodo di costruzione 2027-2030», mentre oltre 572 milioni arriveranno direttamente dal capitale sociale della proprietà o di eventuali nuovi soci, a cui si aggiunge un finanziamento specifico per la gestione dell’Iva.
Le previsioni sui ricavi indicano l’anno 2031 come data di apertura ufficiale dei cancelli. In quella prima stagione, la società giallorossa stima incassi per 153,6 milioni di euro, destinati a crescere progressivamente negli anni successivi. La voce principale è rappresentata dai biglietti e dagli abbonamenti, che dovrebbero generare circa 118 milioni di euro, seguiti dai diritti sul nome dello stadio, dalle sponsorizzazioni e dai proventi derivanti da cibo, bevande e merchandising. Una volta sottratti i costi di gestione, le tasse e le rate dei mutui, il club punta a un risultato netto di circa 60 milioni di euro annui. Dal punto di vista giuridico, il rapporto con l’amministrazione comunale sarà regolato da una convenzione di 90 anni basata sul diritto di superficie, valutato oltre 13 milioni di euro. Nel contratto si specifica che la Roma avrà «la facoltà ma non l’obbligo di applicare una tariffa per i parcheggi ad uso moto/motocicli» e potrà gestire le tariffe per i parcheggi extra standard, dividendo i ricavi al 50% con il Comune, mantenendo inoltre la «facoltà di concedere in locazione» le diverse pertinenze della struttura.
Per quanto riguarda l’esperienza dei tifosi, il cuore pulsante sarà la nuova Curva Sud, che con i suoi 22.769 posti supererà in altezza la Nord di 9 metri. I 22 varchi di accesso saranno un omaggio alla storia cittadina, ispirandosi ai rioni storici di Roma. Sul fronte della mobilità, la società prevede che la maggioranza assoluta dei sostenitori, circa il 55 per cento, raggiungerà l’impianto tramite il trasporto pubblico. Per chi sceglierà i mezzi privati, sono previsti oltre 2000 posti auto nell’area stadio e quasi 3000 lungo i nodi di scambio delle linee metropolitane e ferroviarie. Il sistema delle infrastrutture sarà completato da tre ponti che collegheranno l’area alla stazione Tiburtina, a via Livorno e a via Monti di Pietralata. Se la tabella di marcia verrà rispettata, la posa della prima pietra avverrà nel 2027, anno del centenario del club, segnando l’inizio di una nuova era per la Roma e i suoi abitanti.