
Ippodromo Capannelle: il Comune salva l’impianto e avvia il rilancio
All’ora di pranzo di ieri, tra le scuderie e i box di uno dei luoghi simbolo dell’ippica internazionale, l’atmosfera ha iniziato a cambiare colore, passando dalla preoccupazione alla speranza. Il popolo di Capannelle, una comunità vibrante fatta di cavallari, fantini, allenatori e circa venti famiglie che abitano stabilmente sopra le strutture, si è guardato negli occhi con un senso di sollievo che mancava da tempo. La sensazione diffusa, sintetizzata nel gergo popolare, è stata quella che «il Comune ha fatto la mandrakata», un’espressione che richiama un noto film con Gigi Proietti e che riflette la sorpresa per l’intervento deciso dell’amministrazione. L’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, ha infatti garantito che l’impianto sportivo più grande di Roma Capitale non chiuderà i battenti, assicurando che il Campidoglio si farà garante in queste settimane di transizione che vedono Capannelle cambiare gestione dopo ben settant’anni di storia.
Per rendere possibile questa ripartenza, il Comune ha deciso di intestarsi direttamente le utenze dell’ippodromo, permettendo così alla società Marsicana di Tagliacozzo, vincitrice del bando per la gestione annuale, di subentrare operativamente e rimettere in sesto una struttura inaugurata nel lontano 1881. La necessità di un intervento immediato è dettata da una situazione di stallo che durava ormai da un mese, con l’ultima gara ufficiale risalente al 16 dicembre scorso. Da allora, circa seicento purosangue inglesi, animali dal valore di migliaia di euro, sono rimasti fermi nei box o sono stati trasferiti altrove per poter correre. La mancanza di manutenzione ordinaria ha reso le piste impraticabili, spingendo gli allenatori Manuel Di Dio e Gian Marco Colella a paragonare la situazione attuale a una sfida impossibile: «È come portare una Ferrari sulle buche!». Accanto a loro, veterani del settore come Ovidio Pessi e Vincenzo Di Napoli osservano con attenzione la scadenza del 27 marzo 2026, data fissata per la prima grande gara dell’anno, sperando che per allora tutto sia tornato alla normalità.
L’operazione guidata dal Campidoglio punta a chiudere definitivamente un capitolo oscuro durato venticinque anni e segnato da un contenzioso economico da venti milioni di euro. Onorato ha spiegato agli operatori del settore che l’obiettivo primario è restituire dignità all’ippodromo: «Vogliamo che torni a essere un punto d’orgoglio. Trotto e galoppo devono riprendere la centralità che forse negli ultimi anni non hanno avuto». La cronistoria fornita dall’assessore è stata impietosa nel ricordare le morosità pregresse: «Il Campidoglio è tornato in possesso dell’impianto comunale Ippodromo delle Capannelle dopo oltre 25 anni. Abbiamo ripreso le chiavi dall’ex concessionario Hippogroup, in deroga dal 2016 e moroso per oltre 20 milioni di euro». La nuova gestione affidata alla Marsicana ha già iniziato a muovere i primi passi burocratici, consegnando le polizze assicurative necessarie per avviare la stagione.
Secondo le intenzioni del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore Onorato, la gestione ponte della Marsicana servirà a traghettare l’impianto verso un rilancio definitivo attraverso un bando europeo. L’obiettivo è rendere Capannelle non solo un centro sportivo d’eccellenza, ma anche un polo economicamente sostenibile e indipendente, capace di sfruttare appieno il suo potenziale che d’estate si manifesta anche attraverso la musica di Rock in Roma. L’amministrazione sta inoltre lavorando per tutelare i ventinove dipendenti che avevano subito il licenziamento e per assicurare che il Ministero garantisca i finanziamenti necessari al settore. Guardando al futuro prossimo, il prossimo avviso pubblico internazionale prevederà una concessione minima di sei anni con un valore stimato di 27 milioni di euro di fatturato, un investimento che richiede partner solidi e lungimiranti. In attesa di queste grandi manovre, la priorità resta quella di far tornare a galoppare i cavalli entro la fine di marzo, restituendo a Roma uno dei suoi gioielli storici più preziosi.