
Vittoria di misura col Lecce, la Roma torna a sognare un posto Champions
L’atmosfera allo stadio Olimpico era carica di una tensione elettrica, figlia di un periodo complicato che aveva visto la Roma piegarsi davanti al Como e subire la cocente eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna. La vittoria contro il Lecce non rappresenta dunque solo tre punti fondamentali per la classifica, ma un vero e proprio sospiro di sollievo collettivo per un ambiente che chiedeva a gran voce una reazione d’orgoglio dopo le recenti amarezze. In questo scenario di necessaria rinascita, a prendersi prepotentemente le luci della ribalta è stato il giovanissimo Robinio Vaz. L’attaccante francese, arrivato nella capitale durante la finestra di mercato invernale, ha siglato il suo primo gol in maglia giallorossa, diventando ufficialmente il secondo giocatore nato dal 2007 in poi a segnare nel massimo campionato italiano, seguendo le orme del milanista Francesco Camarda.
Al termine della sfida, la gioia di Vaz era palpabile e quasi contagiosa ai microfoni della stampa. Ha espresso tutto il suo stupore e la sua gratitudine per l’accoglienza ricevuta, sottolineando quanto sia stato speciale sbloccare il risultato proprio sotto il cuore pulsante del tifo romanista. «Che emozione segnare il gol sotto la curva, c’è tanta soddisfazione. Voglio ringraziare i tifosi per il calore dimostrato», ha dichiarato ai microfoni di Dazn. La sua freschezza atletica e mentale sembra essere la medicina ideale per una squadra che era apparsa stanca e contratta nelle ultime uscite stagionali. Quando gli è stato chiesto a chi si ispirasse nel suo percorso di crescita professionale, Vaz non ha avuto esitazioni, citando un mostro sacro del calcio mondiale e suo illustre connazionale: «Zinedine Zidane». Un nome che evoca eleganza e classe infinita, doti che l’ex Marsiglia spera di continuare a mostrare per trascinare la Roma verso i propri obiettivi.
Tuttavia, nonostante il clima di festa per il successo ritrovato, ha fatto molto discutere l’assenza di Gian Piero Gasperini nelle consuete interviste post-partita. Il tecnico giallorosso, che aveva preferito non parlare nemmeno alla vigilia dell’incontro, non si è presentato in conferenza stampa né davanti alle telecamere a causa di un improvviso e severo abbassamento di voce. Dalla società capitolina è stato chiarito che il problema fisico è scaturito dalla foga e dall’intensità con cui l’allenatore ha diretto i suoi uomini dalla panchina per tutti i novanta minuti, sintomo di quanto anche per lui la posta in palio contro i salentini fosse altissima. A fare le veci del mister e ad analizzare il momento della squadra ci hanno pensato alcuni dei protagonisti in campo, come Mario Hermoso.
Il difensore spagnolo ha ammesso con onestà che la sfida non è stata priva di insidie, specialmente dal punto di vista fisico dopo le fatiche accumulate in coppa: «Sì, certo. Sappiamo che è difficile ripartire, soprattutto in situazioni del genere. Non è la situazione ideale per tutti noi, perché volevamo passare ai quarti in Europa, però la squadra ha dimostrato di essere in buona forma fisica anche dopo i 120 minuti con il Bologna». Nelle sue parole è emersa una chiara soddisfazione per l’apporto dei giovani che stanno trovando spazio e continuità nelle rotazioni, citando non solo l’autore del gol Vaz, ma anche Venturino e Ghilardi come esempi di una rosa che sa rigenerarsi. Per Hermoso, il legame ritrovato tra la squadra e la tifoseria è stata la chiave di volta: «La gente ci ha aiutato e abbiamo fatto festa insieme a loro. L’importante è migliorare e non mollare mai, continuare a lottare e cercare di fare il massimo».
Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato Daniele Ghilardi, autore di una prova estremamente solida che ha permesso alla squadra di mantenere la porta inviolata, un obiettivo prioritario per ridare certezze alla fase difensiva. Ghilardi ha voluto sottolineare come, nonostante i risultati pieni non fossero arrivati recentemente, il livello generale delle prestazioni non fosse mai calato drasticamente. Analizzando con lucidità la corsa verso il quarto posto, il centrale ha affermato: «È stato un periodo in cui magari non abbiamo vinto tanto, però secondo me la prestazione c’è sempre stata. Abbiamo sempre dato il massimo e lottato fino in fondo». Ha inoltre colto l’occasione per tranquillizzare l’ambiente sulle condizioni del compagno di reparto Mancini, apparso sereno negli spogliatoi.
La vittoria contro i pugliesi regala dunque una nuova prospettiva alla stagione, dimostrando che il gruppo possiede la mentalità necessaria per non lasciarsi abbattere dalle avversità. Ghilardi ha concluso il suo intervento ribadendo l’importanza del lavoro quotidiano e della coesione interna che regna a Trigoria: «Questa vittoria ci dà tanto dopo un periodo no, soprattutto dal punto di vista dei risultati perché le prestazioni secondo me ci sono sempre state. Abbiamo lavorato duramente durante la settimana. Siamo un grande gruppo e abbiamo avuto tanta mentalità per non tirarci giù». Con questo spirito e con la spinta dei suoi nuovi piccoli grandi protagonisti, la Roma si proietta verso i prossimi impegni con rinnovato ottimismo.