
Villa Pamphilj, le panchine fucsia per ricordare Andromeda e Anatasia
La memoria collettiva della città di Roma si è stretta attorno al ricordo doloroso di Anastasia Trofimova e della sua piccola bimba Andromeda di appena 11 mesi, a un anno esatto dal drammatico ritrovamento dei loro corpi senza vita, avvenuto il 7 giugno dello scorso anno all’interno del parco pubblico di Villa Doria Pamphilj. Quel terribile duplice omicidio, che ha sconvolto l’opinione pubblica cittadina e nazionale, vede come principale accusato il 46enne di nazionalità californiana Francis Kaufmann, compagno della donna e padre della bambina. Per mantenere viva la memoria di questa tragedia e trasformare il dolore in una spinta propositiva e concreta, l’associazione Salvamamme ha promosso e organizzato una intensa giornata di commemorazione proprio nei luoghi in cui si è consumato il dramma.
All’iniziativa hanno aderito numerose realtà del tessuto associativo romano, tra le quali spiccano Camminare in Libertà e Roma BPA Mamma Roma e i suoi Figli Migliori, tutte unite dalla volontà comune di favorire un momento di profonda riflessione affinché simili eventi non possano mai più ripetersi. Nel corso della cerimonia, all’interno del celebre parco romano, sono state installate due panchine fucsia come simbolo visibile della lotta contro la violenza. Proprio in questa occasione, la presidente dell’associazione Salvamamme, Grazia Passeri, da tempo impegnata nel sostegno e nell’accoglienza di nuclei familiari fragili e donne provenienti da oltre cento diverse nazionalità, ha voluto rivolgere una specifica proposta programmatica alle autorità istituzionali. L’idea cardine è quella di avviare una capillare campagna informativa da sviluppare nei maggiori punti di transito e di snodo della capitale, utilizzando messaggi formulati in più lingue per rendere facilmente accessibili i servizi di assistenza e i canali di supporto dedicati a chiunque si trovi a vivere in condizioni di grave isolamento, dipendenza emotiva o soggezione economica. Secondo la presidente, infatti, «Troppo spesso chi ha bisogno di aiuto non sa a chi rivolgersi o non riesce a farlo. Dobbiamo fare in modo l’accesso all’aiuto sia immediato, comprensibile e alla portata di tutti».
La manifestazione ha visto una significativa e condivisa partecipazione da parte dei rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Tra le autorità presenti c’era l’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, il quale ha annunciato la prossima donazione di un albero che verrà piantumato nel parco per onorare la memoria di Anastasia e della piccola Andromeda. Accanto a lui, la presidente dell’Assemblea capitolina, Svetlana Celli, ha reso omaggio alle vittime deponendo due rose bianche provenienti dal Roseto comunale di Roma, mentre il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, ha presenziato a testimonianza della forte vicinanza e del costante impegno delle amministrazioni di prossimità su queste tematiche sociali.
Il messaggio fondamentale che ha fatto da filo conduttore a tutta la manifestazione, supportata anche dal Rotary Passport Italia District 2080, è stato riassunto nella frase secondo cui solo una città intera può salvare una vita. Uno dei momenti più intensi e toccanti della giornata si è verificato quando un gruppo di madri e bambini, affiancati da una delegazione sportiva delle Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, si sono avvicinati alle due panchine fucsia per deporre piccoli omaggi floreali e peluche. Al termine della commemorazione ufficiale, tutti i cittadini e i rappresentanti delle associazioni presenti hanno dato vita a una camminata silenziosa e collettiva lungo i sentieri interni di Villa Doria Pamphilj, raggiungendo il punto esatto del ritrovamento dei corpi in segno di rispetto e riflessione. La comunità si è così unita per ribadire con forza che «nessuna persona deve sentirsi sola, invisibile o senza possibilità di chiedere aiuto».