
Tragedia di Crans-Montana: c’è anche un sedicenne romano tra i dispersi
Il dramma dell’incendio che ha sconvolto la località sciistica di Crans-Montana nella notte di Capodanno continua a tenere con il fiato sospeso decine di famiglie italiane. Tra i nomi che pesano maggiormente nell’elenco dei dispersi c’è quello di Riccardo Minghetti, sedicenne romano, la cui assenza sta diventando un vuoto incolmabile in un contesto di caos e speranza. Mentre la pagina Instagram nata per raccogliere le segnalazioni sui giovani ancora non rintracciati si riempie di volti e appelli, la foto di Riccardo non è ancora apparsa ufficialmente, quasi a voler preservare un briciolo di quella normalità che si è spezzata tra le fiamme del bar Le Constellation.
Riccardo, nato nel settembre del 2009 e studente di liceo, è descritto come un ragazzo solare e profondamente legato alla montagna. Cresciuto agonisticamente tra il nuoto e il tennis, aveva trovato nello sci la sua più grande passione, frequentando assiduamente le piste del Canton Vallese dove la famiglia possiede una seconda casa. La Svizzera per lui non era una terra straniera, ma un luogo dell’anima, una cornice familiare dove trascorrere le vacanze invernali insieme a un gruppo di amici storici, anch’essi romani.
Proprio con questi amici Riccardo stava festeggiando l’arrivo del 2026 quando il locale è stato avvolto dal fuoco, provocando ad oggi un bilancio di 47 vittime. Tra i presenti c’era anche Manfredi Marcucci, studente del Chateaubriand e amico stretto di Riccardo, rimasto ferito nel rogo. Il padre di Manfredi, accorso immediatamente sul posto, ha descritto scene di panico totale: «ci sono almeno tre amici di mio figlio che non si trovano. Erano con lui quella sera». Riccardo è purtroppo tra coloro di cui si sono perse le tracce subito dopo il divampare dell’incendio, lasciando la madre e gli altri familiari in un silenzio carico di dolore e attesa.
La speranza, pur flebile, si aggrappa ora alla possibilità che il sedicenne sia tra i feriti non ancora identificati a causa delle gravi ustioni riportate. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che la situazione resta in divenire: «ci sono sei italiani dispersi e 13 ricoverati in ospedali svizzeri e al Niguarda di Milano. Quanto ai dispersi, potrebbero essere fra i 6 feriti non ancora identificati». È su questa ipotesi che si concentra il lavoro incessante delle autorità elvetiche e dei medici, impegnati nelle difficili operazioni di riconoscimento attraverso il DNA e le cartelle cliniche.
A Crans-Montana la Farnesina ha attivato l’Unità di Crisi per supportare i parenti dei dispersi, garantendo un raccordo costante tra il Consolato e le strutture sanitarie. Mentre Manfredi Marcucci combatte la sua battaglia al Niguarda di Milano, la famiglia Minghetti resta in Svizzera, chiusa in un riserbo dignitoso, aspettando che quel «profilo temporaneo» destinato alle ricerche possa finalmente dare una risposta. La nostra redazione si stringe attorno ai genitori di Riccardo, in attesa che una notizia possa spezzare l’incubo di una notte che doveva essere di gioia.
M.M.